ECONOMIA: URGE OCCUPARCI DI PIU’ DEL MONDO REALE CHE DI QUELLO DI CARTA…

Le cose non si cambiano combattendo la realtà esistente,

ma creando un modello nuovo che renda obsoleto quello attuale.

R. Buckminster Fuller

“(…) intervista a Jeremy Grantham[1], un anziano gestore dotato di marones (gestisce quasi 100 miliardi di dollari):

“Mantenere bassi i tassi di interesse significa di fatto prelevare soldi ai pensionati, devastati perché devono spendere fino all’ultimo centesimo.
Prendi soldi a loro, e chi sono i beneficiari? La gente che gestisce il sistema bancario, gli hedge fund e gli speculatori e le big corporations. Queste ultime in teoria potrebbero usare i soldi per investire in attività produttive, ma lo stanno facendo molto meno di prima: oggi non c’è nessun boom negli investimenti produttivi delle aziende.
Ciò che sta succedendo è che ci siamo distratti dalle faccende del mondo reale.
Il debito sta nel mondo della contabilità. E’ carta. Il mondo reale è invece dato dalla quantità e qualità della gente, e dalla quantità e qualità dei tuoi investimenti di capitale. Stai costruendo nuovi macchinari? Stai finanziando l’inventiva? Stai investendo nella formazione delle persone?
Il nostro sistema scolastico sta fornendo la stessa istruzione come in passato, rispetto poi ai sud coreani o ai norvegesi di oggi? No, non lo sta facendo. Dovremmo preoccuparci di più del mondo reale piuttosto che di quello di carta…
E però in qualche modo abbiamo questa convinzione diffusa che contino solo le cose di carta. Così c’è sempre troppa poca attenzione verso l’educazione, la formazione, gli investimenti produttivi di capitale. Fosse per me stimolerei l’economia direttamente attraverso le spese del governo, piuttosto che attraverso questi giochini del sistema monetario e dei tassi di interesse che stanno infliggendo grandi ferite ai pensionati…
Tenendo bassi i tassi di interesse stiamo trasferendo la ricchezza dai poveri verso i già ricchi…”
  
Questo signore ha più di 70 anni, ed è anche un nonno… e dice cose noiosissime rispetto alle figate dei guru-strategist; ma sono cose che una qualunque nonna Azzurrina coglierebbe al volo. Talmente semplici che anche un bambino le capirebbe. Gli unici che avrebbe problemi ad afferrarle sono forse gli economisti e i governanti del pianeta. Forse perché sono cose di buon senso.

Qual è ad esempio uno degli effetti del mondo di carta dove ci siamo cacciati? Beh, dato che ormai la competitività economica la si trova nello svalutare la moneta (di carta) stampando il più possibile e non invece investendo noiosamente in ingegno, risorse e formazione, ecco che gli alchimisti delle banche centrali pare sappiano solo abbassare i tassi di interesse (se una moneta rende poco si suppone  che gli investitori non la vogliano e quindi il suo valore rispetto alle altre cali).  Il che porta alcuni problemini collaterali. Non ultimo il fatto che in un posto chiamato Ue, avendo la stessa moneta dei tedeschi, i greci ad esempio possono tornare competitivi solo strizzando i marones al mondo del lavoro: tagliare costi, salari, teste, etc… e quindi i prezzi dei prodotti.

Così, abbiamo oggi quella che l’Economist definisce la Generation Jobless (la generazione dei disoccupati), o peggio la blighted generation: la generazione in rovina.[2]   
Non ci sono investimenti nell’educazione o formazione, come abbiamo visto. E naturalmente non ci sono posti di lavoro. Non c’è posto per i giovani. E lo sapete perché? Perché grazie ai tassi di interesse a zero (e l’inflazione che come tutti sappiamo è sotto controllo), i pensionati, i nonni devono continuare a lavorare.

Nonni, per favore pensateci voi, che siete i meno rinc distratti. Voi che non avevate Google,  voi che forse non avete ancora i neuroni irrimediabilmente compromessi dalla melassa mediatica del cazzeggio soporifero real time. Voi che probabilmente riuscite ancora a rimanere concentrati per più di 15 minuti senza avere le vertigini. Voi che siete in grado naturalmente di capire che l’economia di carta è una boiata pazzesca, pensateci voi. Pensateci voi a educare i nanerottoli, che vengano su con una testa giusta per un mondo migliore. I 30-40-50enni sono troppo impegnati a correre per sopravvivere (un grande obiettivo del sistema attuale: falli correre, che così non rompono). Allora pensateci voi a creare la generazione del buonsenso. Forza nonni: la rivoluzione del buonsenso è vostra. Altro che terza età: one step beyond.
by Giuseppe Cloza

estratti da: http://www.bassafinanza.com/2013/05/il-futuro-dei-bambini-un-appello-ai-nonni/

————————————————————————————————————————————-

1] http://www.investorvillage.com/uploads/27455/files/Conversation_with_Jeremy_Grantham_America_a.PDF
http://www.youtube.com/watch?v=llSP61r-pfE&feature=player_embedded

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s