Obiezione di Coscienza alle Vaccinazioni (Obbligatorie)

INTRODUZIONE

Oggi praticare l’obiezione di coscienza, alla luce delle ultime Leggi regionali che stanno depotenziando  l’obbligo  vaccinale  un  po’ in  tutta Italia (in  gran  parte  dell’Europa  le vaccinazioni  sono  facoltative),  e  dopo  tante  battaglie  degli  ultimi  anni,  è  semplice  e soddisfacente nonché doveroso, per il bene dei propri figli.

Per praticare  l’obiezione è comunque SEMPRE necessario prendere posizione formalmente nei confronti delle istituzioni sanitarie (e non sanitarie), presentarsi ai colloqui quando richiesti e MAI nascondersi: piuttosto occorre prepararsi  a dovere,  documentandosi  con quanto trovate nei nostri contributi, in moltissimi libri che sono oggi disponibili, scritti con competenza anche da medici che hanno compreso appieno la pericolosità di una pratica vaccinale indiscriminata e priva di ogni controllo reale.

Il  COMILVA  fornisce  agli  associati  una Guida Sicura e molte  lettere  facsimile  pronte per l’uso con  cui  relazionarsi  con  questi enti. I modelli  sono  disponibili  in  formato  file, sono  da  completare  con  le  proprie generalità e con eventuali contributi particolari che sono afferenti al vostro caso specifico: la raccomandazione è quella di non compilarli semplicemente con nome e cognome, ma di leggerli attentamente.


E’ Assolutamente  sconsigliato  quindi  nascondersi,  o  ignorare  gli  inviti  e  le  missive  delle aziende sanitarie:  tutto  questo  non  sarebbe  OBIEZIONE,  ma  una  semplice  fuga  o  una  pericolosa inerzia.


L’OBIEZIONE  DI  COSCIENZA  è piuttosto  un comportamento “attivo”  dal  punto di vista etico e civico, serve a manifestare regolarità genitoriale (altrimenti potrebbero sostenere che  i  genitori  ”se  ne  fregano”  della  salute  dei  figli,  nonché  delle  Istituzioni),  e a diffondere sempre più le nostre tesi, in modo tale che la consapevolezza in questo campo aumenti sempre di più.
Inoltre  praticare  l’obiezione  serve  a  dare  alle  ASL  la  dimensione  del  dissenso  sul territorio: spesso queste istituzioni si fanno forza del fatto che gli obiettori sono dei “casi isolati”, in alcuni territori vengono anche perseguiti “per dare l’esempio”. Tutto ciò diventa molto  più  problematico  e  politicamente  rischioso  se  i  genitori  si  coalizzano,  formano gruppo e, in sintesi, movimento d’opinione: allora si forma “opinione pubblica” e il peso di ciascuno aumenta considerevolmente, non si è più soli.

Molte volte ci viene posto il quesito se attendere o meno l’arrivo della classica “raccomandata” prima di avviare l’iter dell’obiezione: teniamo presente che non vi è nessuna norma che imponga agli enti pubblici di inviare raccomandate, perché la prassi vaccinale è obbligatoria e vi è una presunzione di recapito secondo uno schema classico, che è quello delle leggi e regolamenti sulle vaccinazioni (tot avvisi, tot inviti, tot richiami, ecc.).

Gli Enti pubblici utilizzano la notifica con Ufficiale Giudiziario o con raccomandata SOLO in caso di sanzioni ed atti di natura recettizia.

Queste norme e queste valutazioni, sono patrimonio comune di avvocati, magistrati e giuristi, e non hanno bisogno né di sentenze né di altre norme di supporto, tanto sono ovvie nel rapporto istituzionale. E poi sono molto utili al COMILVA e alla causa dell’obiezione.

Fare finta di niente se non arrivano raccomandate dall’asl, è non solo scorretto, ma dannoso. Infatti questo atteggiamento:

  • Ha prodotto solo procedimenti minorili al TDM ai genitori obiettori che NON hanno fatto l’obiezione e si sono visti arrivare un procedimento di potestà genitoriale
  • Non consente di produrre o creare alcuna cultura sanitaria anti-vaccinale
  • Non permette che la cultura dell’obiezione sia correttamente divulgata al maggior numero di utenti possibile,
  • Non permette di creare consapevolezza, ma solo egoisticamente all’obiettore di “sparire” e non farsi sentire, rischiando molto più del dovuto.

Nonostante queste ovvie considerazioni, spiegate e sperimentate diffusamente dai nostri legali, e nonostante l’Obiezione attiva condotta in maniera chiara e coraggiosa sia evidentemente proficua e ci abbia consentito di quadruplicare di numero e raggiungere ambienti una volta ostili, c’è ancora qualcuno che errando sommamente, gioca sulla pelle degli obiettori facendoli rischiare e non costruendo nulla. E’ una posizione pertanto vecchia, inutile, dannosa, controproducente ed assolutamente contro la linea del COMILVA.

La lotta per la libertà di scelta ha radici lontane nel tempo: moltissimi sono i personaggi che a vario titolo si sono avvicendati in questi anni su questo palcoscenico, alcuni di loro hanno contribuito in modo significativo a fare la  storia  del  movimento,  anche  se  troppe  volte  abbiamo  dovuto  registrare  dolorose spaccature  e  divisioni,  come  del resto accade in  tutte  le  realtà  associative,  purtroppo.

Parlare  di qualcuno  significherebbe  fare  torto  ad  altri  che  non  vengono  menzionati:  per  questo motivo non citeremo nessuno in particolare, ma diremo solo che la strada è ancora lunga e piena di ostacoli: le forza in gioco sono impari. Da una parte il cittadino, con tutte le sue preoccupazioni di una vita segnata dalla difficoltà di arrivare a fine mese, della ricerca di un lavoro che si trova sempre meno, pieno di ansie e difficoltà, ma che desidera portare avanti la sua famiglia al meglio, nella salute e nell’armonia, che chiede aiuto e sostegno alle  istituzioni  che  “paga”  di  tasca  sua.  Dall’altra  i  grandi  colossi  farmaceutici,  le multinazionali  che  hanno obiettivi basati  sul  profitto,  progetti che non  sono quasi  mai  a misura  d’uomo  e  di  una  società  solidale,  metodi  di  lavoro  che  si  fondano  sulla persuasione occulta e  sul  dominio del mondo scientifico  e delle istituzioni  pubbliche, le quali diventano lo strumento attraverso il quale veicolare la loro politica commerciale e lestrategie aziendali.

Ma nonostante questo divario le persone “normali” che conservano la loro indipendenza intellettuale, la loro capacità di discernimento, hanno dalla loro la forza di poter dire di no a  delle  scelte  sbagliate,  anche  se  vestite  da  grande  filantropia,  mascherate  da  atti d’amore ma pervase tristemente da un clamoroso inganno.

I documenti relativi alla procedura di obiezione sono accessibili solo ai soci iscritti.

http://www.comilva.org

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