SUPERARE I CONDIZIONAMENTI E’ UN MODO PER GUARIRE

“Se guarire significa essere liberi dal condizionamento, dalle reazioni pre-programmate verso il mondo, allora essere guariti inizia ad assomigliare all’avere la capacità di scegliere risposte nuove e creative ad ogni situazione, cosi come si presenta.

Esiste una pletora di tradizioni spirituali, di psicologie e di filosofie, che affronta la questione del “come guariamo?”. I filosofi di tradizioni non dualistiche ci dicono che l’essenza della trasformazione è lo spostamento dal vedere se stessi come separati da Dio o l’Essere – la forza creativa che anima la manifestazione- all’identificazione con quella stessa forza.

Questa guarigione quindi abbraccia tutto il corpo, la mente, lo spirito in una totale integrazione con il sé e il divino. A.H. Almaas, esprime questo processo in questo modo:

“Nel momento in cui diventi consapevole del ciclo vizioso del meccanismo difensivo, vedrai con chiarezza che ciò che stavi respingendo è te stesso, e che il rifiuto è inutile e non necessario. Allora ti rilasserai e ti fermerai. La percezione completa di questo è il fermarsi delle ruote. Allora la personalità è dissolta nella chiarezza.

C’è chiarezza perché non c’è movimento nella personalità che la separi dall’Essere. Come potete vedere l’insight giunge solo con molto lavoro. Ci vuole molto tempo per arrivare al punto di vedere la totalità dell’ego all’opera.E’ possibile vederla in modo esperienziale e direttamente, piuttosto che da una prospettiva trascendente e disidentificata, grazie ad un’esplorazione profonda del territorio della personalità, fatta dal di dentro.

Quando lo vedete completamente, è possibile che fermiate il movimento in voi stessi, che vi connette con il resto della società. Quando si ferma, diventate puri, diventate personalità chiarita, anima senza le strutture dell’ego. …Per la prima volta, potete percepire la sostanza effettiva della personalità senza il passato”

La guarigione avviene quando rimuoviamo i blocchi verso questo processo naturale. E’ accelerata quando possiamo partecipare consapevolmente nel processo.

Come disse Einstein:
Non possiamo risolvere il problema dallo stesso livello in cui è stato creato”.

La chiave è quindi quella di voler entrare nel processo. Più facile a dirsi che a farsi… Questa volontà non arriva con tanta facilità, quando abbiamo speso una vita rinforzando la nostra versione della realtà.

A volte dobbiamo toccare il fondo, come fa la protagonista Amanda , del film What the bleep do we know?”, per renderci conto completamente di quanto siamo prigionieri.

Oppure dobbiamo avere un brusco risveglio, per esempio scoprendoci agire come i nostri genitori, cosa che accade spesso quando diventiamo genitori.

Raramente cambiamo senza un disagio. Non cambiamo nemmeno una sedia se non ci sentiamo scomodi. Cambiamo i nostri comportamenti quando sperimentiamo il disagio dei nostri desideri ostacolati. Cambiamo i nostri cuori quando siamo scossi dal dolore o dalla gioia.

La sofferenza potrebbe non essere richiesta, ma è certo un impeto comune… Possiamo anche avere un’idea del nostro potenziale, attraverso delle peak experiences (esperienze di vetta), un film ispirante, un pezzo d’arte, una persona. Miriadi di possibilità possono aprire la nostra immaginazione in un modo che non ci attendiamo.

Il primo passo per guarire il passato e trascendere il condizionamento è spesso semplicemente notare che stai, di fatto, comportandoti in un modo che sta ridecretando le ferite del passato.

Coltivare la consapevolezza è quindi un aspetto essenziale della guarigione.

Infatti prove scientifiche evidenziano che esercitarsi nella pratica contemplativa, può cambiare il proprio cervello. Chi medita da lungo tempo ha dimostrato la capacità di autoindursi stati pacifici della mente.

trad. e adattamento Cristina Bassi: fonte:
Healing the Past, study Guide,
by Istitute of Noetic Sciences

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