INTRODUZIONE ALLO STUDIO DEL LUCIFERISMO MASSONICO

di padre Paolo M. Siano, FI

Tra gli autori cattolici contemporanei, dediti allo studio della Massoneria , ci sono coloro che sostengono l’esistenza attuale del satanismo massonico, ossia il culto a Satana/Lucifero celebrato da Massoni di Alti Gradi in segrete ritualità massoniche o “paramas-soniche” con Messe nere (più o meno orgiastiche) e profanazioni eucaristiche… . Altri studiosi sostengono invece che la magia avrebbe una presenza ed un ruolo marginali nella scena internazionale della Massoneria regolare e maggioritaria, per cui le principali ragioni di incompatibilità tra Chiesa e Loggia sarebbero esclusivamente di ordine filosofico (razionalismo e relativismo) . In genere, tali studiosi non riconoscono che la Massoneria sia legata al satanismo. Inoltre, non manca chi sostiene, addirittura, la perfetta compatibilità tra Chiesa e Massoneria . Generalmente, oggi, chi collega la Massoneria al culto demoniaco, è facilmente accusato di taxillismo o anche di “antimassonismo patologico”.
Nel 1885, Leo Taxil, imbroglione marsigliese ed ex-Apprendista massone, si dichiara convertito al Cattolicesimo, e da allora co-mincia a pubblicare libri in cui denuncia il satanismo delle Logge massoniche. Secondo Leo Taxil, i massoni del 30° grado RSAA (i Cavalieri Kadosch) sono «i veri massoni», ricevono tutta «la luce» massonica e adorano esplicitamente «Lucifero». Nelle adunanze ordinarie dei Cavalieri Kadosh è prevista anche la recita della «Orazione a Lucifero» composta dal massone socialista Pierre Prou-dhon e tradotta in tutte le lingue dei Paesi in cui c’è il Rito Scozzese Antico e Accettato (RSAA).

Così comincia l’Orazione: «Vieni, Lucifero, vieni! o calunniato dai preti e dai re!». In quell’inno satanico, Dio («Adonai» o «Jehovah») viene maledetto, dichiarato «detronizzato e distrutto», definito «ostile» (all’uomo e alla sua libertà), «carnefice della nostra ragione» e «spettro della nostra coscienza». Inoltre, alle riunioni ordinarie del 30° grado RSAA, quando si riesce a ottenere Ostie consacrate, queste vengono pugnalate più volte. I massoni riescono a procurarsi le Ostie «per mezzo della corruzione e dell’ipocrisia» .

Leo Taxil ha anche affermato l’esistenza del Palladismo, ossia la Massoneria superiore (diffusa in Europa, tra cui anche Inghilterra, Italia, Spagna incluse, e poi America, Africa), la quale recluta adepti tra i Massoni che abbiano almeno il 30° grado RSAA, e tra le Massone insignite almeno del 3° grado . I Massoni palladisti custodiscono la fede “ortodossa” in Lucifero, dio uguale a Jehova-Adonai (ossia il Dio dei Cristiani), e rifiutano di chiamare il loro dio di luce con il nome eterodosso di Satana (Avversario), con cui i preti del tenebroso e crudele Adonai calunniano il dio dei palladisti . Inoltre, le logge palladistiche celebrano sacrifici, o messe bianche, in onore del loro dio, Lucifero, da non confondersi – per i Palladisti – con le volgari messe nere dei satanisti ordinari . 

Nel suo discorso del 19 aprile 1897 (riportato anche su Rivista della Massoneria Italiana del 1897) Leo Taxil dichiara di aver in-ventato la “favola” del Palladismo . Tuttavia, se ci limitiamo ad un’analisi strettamente letterale del testo del suo discorso, Taxil non smentisce affatto il culto a Lucifero (con l’“Orazione a Lucifero” del massone Proudhon) che i Massoni del 30° grado possono apprendere (e le connesse profanazioni eucaristiche), così come è illustrato nel suo libro I misteri della Frammassoneria , libro in cui non c’è ancora traccia del Palladismo luciferiano dei posteriori “racconti” taxilliani.
Inoltre, in quel discorso del 1897, Taxil spiega che «alcuni massoni», e «dei giornali massonici, come la Renaissance Symboli-que» hanno “creduto” al Palladismo. Addirittura anche «dei massoni, dei 33», hanno creduto all’esistenza del Palladismo e hanno chiesto di farne parte . È chiaro che a partire dalla smentita parigina di Taxil (anno 1897), chi “osa” sostenere l’esistenza e l’attualità (dall’Ottocento ad oggi) del satanismo massonico, si vede tacciato di taxillismo o di antimassonismo patologico…
A questo punto mi sono chiesto: il luciferismo massonico è stato davvero, da cima a fondo, un’invenzione di Leo Taxil? Dinanzi a tali fatti, ho sentito l’esigenza di studiare il problema, accostandomi direttamente – per quanto possibile – a fonti massoniche e, dopo un’attenta analisi, sono giunto alla seguente conclusione: gli studiosi che ritengono il luciferismo massonico una favola taxilliana sono piuttosto superficiali e, in fondo, molto più “taxilliani” (creduloni) di quelli che hanno creduto al “primo Taxil” .

Anzitutto, distinguiamo vari tipi di satanismo (mi avvalgo delle distinzioni riportate dal Dr. Massimo Introvigne, in un suo importante studio del 1990) di cui le principali sono:

1) il satanismo razionalista, che esalta il Diavolo biblico, soprattutto come simbolo razionalista, anticattolico, antidogmatico, tra-sgressivo, libertino e goliardico;
2) il satanismo occultista, che, in uno sfondo magico-occulto, venera Satana come potenza tenebrosa, accettando in sostanza la demonologia biblica;
3) il luciferismo o satanismo gnostico-manicheo, secondo il quale il Diavolo (o, per meglio dire Lucifero) non è malvagio (secondo il giudizio che ne danno la Bibbia e la Chiesa Cattolica), ma è in realtà un principio (personale o impersonale) luminoso, buono e ne-cessario del sacro e del divino, per cui egli è davvero portatore di conoscenza e di luce (Lucifero) .

In genere, in questo contesto gnostico rientra la tesi esoterica della Legge dell’Equilibrio Universale o dell’Armonia-Unione degli Opposti. Questa Legge sarebbe presente in Dio, nell’Uomo e nel cosmo. Da ciò consegue che in Dio vi sarebbe sia il Bene e sia il Male; l’Uomo primordiale sarebbe Androgino (cioè Bisessuale); il Male e la Morte sarebbero necessari al bene e al progresso del Cosmo…

Gli Iniziati devono perciò congiungere tutti gli opposti, i quali sono in realtà parte di un UNO: Vita-Morte, Bene-Male (dunque anche Dio-Satana), Luce-Tenebre, Maschile-Femminile, Cielo-Inferi… sono in realtà UNO (secondo il punto di vista esoterico). Tale Legge esoterica conduce a ritenere che gli Iniziati debbano raggiungere l’androginia e che Dio e Satana sarebbero due facce (personali o simboliche) della medesima Entità divina… Per cui, in tale contesto esoterico, Satana sarebbe (più o meno contemporaneamente) il volto tenebroso di Dio ma anche il portatore di luce… .
In uno studio fenomenologico sul satanismo e le messe nere , Gerhard Zacharias sostiene che il satanismo ha un aspetto creativo poiché restaura l’unità degli opposti distrutta dal dualismo cristiano che ha invece demonizzato le forze oscure venerate nel mondo pagano. Zacharias (che mostra simpatia per tale satanismo) afferma che al di là della Chiesa Cattolica Romana esiste una “Tradizione” che culmina nell’Alchimia esoterica ed è presente anche nel Rosacrocianesimo, nella Massoneria, nella psicologia di Freud e di Jung: è una “Tradizione” che persegue la restaurazione della Totalità mediante il ricongiungimento degli opposti… . 
In effetti la Legge dell’Equilibrio-Armonia degli Opposti è pre-sente nella cultura della Cabala ebraica , dell’Alchimia esoterica e dell’Ermetismo .
Nella Sefer Ha Bahir (il primo testo cabalistico apparso nella Francia del Sud verso il 1180) si afferma che Dio è androgino e in Lui è presente Satana… Anche nel libro cabalistico dello Zohar (sec. XIII-XIV) è affermato che in Dio vi è una metà femminile che è demoniaca. In altri passi zoharici Satana (o Samael) è presentato quale servo fedele di Dio, protettore della Divinità a guisa di gu-scio di noce, angelo di morte necessario al mondo e che prova piacere di uccidere gli uomini solo per il fatto che Dio glielo ha or-dinato .

Tra il secolo XVII e XVIII, negli ambienti ebraici (anche rabbinici) europei e mediorientali, compaiono alcuni movimenti messianici legati agli ebrei Shabbetai Zevi, Jacob Frank (sedicenti “Messia”) e a Nathan di Gaza (“teologo” shabbetiano) i quali sviluppano (chi più, chi meno) nella teoria (specialmente Nathan di Gaza) e nella prassi (Shabbetai e Frank) una Cabala “eretica” ed espressamente antinomistica alla quale si oppongono gli Ebrei ortodossi. Shabbe-tai Zevi insegnava che al “Messia” (cioè a lui stesso) ed ai suoi discepoli, era necessario compiere atti trasgressivi (es. apostasia) per “scendere” nel regno infernale e dominarlo.

Frank fu maggiormente libertino e nichilista antireligioso. Nathan di Gaza teorizzò espressamente che in Dio c’è il Male, e quindi la futura redenzione delle forze sataniche. Tali personaggi insegnavano ai loro discepoli a tener celate tali idee ai “profani” (Ebrei inclusi) e a simulare esternamente la fede nell’Ebraismo oppure nel Cristianesimo o nell’Islamismo . È ovvio che gli Ebrei ortodossi si opposero a siffatte teorie e prassi. 

Torniamo alla distinzione dei vari tipi di satanismo (razionalista, occultista e gnostico-manicheo) sopra riportata. Questa classifica-zione non è così rigida come può sembrare, per cui è possibile riscontrare talvolta un amalgama delle tipologie sopra descritte. Ad esempio, nel satanismo razionalista di Anton Szandor La Vey (fondatore della Chiesa di Satana, nel 1966) troviamo tracce o e-lementi di luciferismo. Tra i quattro Prìncipi dell’Inferno, La Vey pone «LUCIFER – (Roman) bringer of light, enlightenment, the air, the morning star, the east» .

La Vey contesta al Cristianesimo di aver demonizzato e colpevolizzato «Lucifero», «il portatore della luce». La Vey afferma che «solo il DUBBIO può provocare l’emancipazione mentale», ossia il dubbio nei dogmi cristiani permetterà la resurrezione di Lucifero . Nei rituali satanici, La Vey si rivolge al Diavolo chiamandolo «Lucifer, Morning Star» («Lucifero, Stella del Mattino»), «Lord of Light» . Ci sono studiosi cattolici che, da un punto di vista sociologico e storico, restringono il concetto di satanismo all’adorazione formale e rituale indirizzata a quell’entità biblica chiamata Satana. Per cui non basterebbero riferimenti simbolici e rituali a Satana-Lucifero per far parlare di satanismo in senso storico-sociologico . Tali studiosi prendono come unico modello di riferimento il satanismo delle “messe nere” celebrate per la prima volta nel secolo XVII da personaggi della nobiltà parigina . Quel modello di satanismo cultuale e “organizzato” è giunto ai nostri giorni, con tanto di Chiese di Satana organizzate e giuridicamente legittimate, peraltro contrattabili anche via internet. Sarebbe proprio con quelle “messe nere” del XVII secolo, l’inizio del satani-smo vero e proprio .

Studiosi contemporanei distinguono, anzi, separano quel satanismo “alla francese” del 1600 (quello delle “messe nere” tuttora “vivo”) dai precedenti “Sabba” stregoneschi del Medioevo e dell’Umanesimo-Rinascimento. Certo, si può e si deve notare una evoluzione del satanismo, da una forma “grezza” ad una più “perfetta”; in ogni caso credo che i racconti dei “Sabba” non siano del tutto frutto della fantasia di donne “isteriche” (più o meno “drogate”) o delle morbosità di “zelanti” Inquisitori. Evitando gli eccessi della creduloneria e del criticismo, ritengo invece che già nel Medioevo ci siano stati casi di vera e propria adorazione al Diavolo (con tanto di orge) , anche se non proprio secondo il mo-dello “francese” del 1600 . Il culto al Diavolo è stato rimproverato ai Catari (neo-manichei) medievali. In effetti la “teologia” o le “teologie” dualistiche (neo-)manichee consentivano una duplice forma di satanismo. Se si crede che Satana (o Diavolo) sia il dio malvagio (eterno come il Dio buono), per di più creatore del mondo, allo-ra, per quanto lo si condanni (e sembra che i Catari e Manichei manifestassero anche avversione al Maligno) tuttavia lo si onora oggettivamente ponendolo allo stesso livello del Dio buono. Inoltre, professando Satana quale creatore della materia e “scoprendo” se stessi quali esseri corporei e “materiali”, i (neo-) manichei possono facilmente finire col “concedersi” al Diavolo, magari con la scusa che egli “è più forte di loro” e che è “impossibile” sottrarsi del tutto alla “schiavitù” della Materia…
D’altra parte, se il Dio biblico Creatore è identificato con il Satana manicheo allora il nemico per eccellenza del Dio biblico, ossia il Serpente della Genesi, assurge al ruolo di “liberatore” degli uomini dalle leggi “materiali” del malvagio Demiurgo… Insomma, grazie alle esasperate contraddizioni insite nel sistema “teologico” dualistico, gli eretici (neo-)gnostici finiscono, in un modo o nell’altro, nel dare culto a Satana (o Lucifero o Serpente genesiaco) e nell’odiare il vero Dio Creatore che è il Dio della Chiesa Cattolica, dei Sacramenti e dell’Eucaristia…

Gli Inquisitori medievali e anche papa Gregorio IX (bolla Vox in Rama, giugno 1233) accusavano i Catari di Luciferismo: Lucifero, scacciato ingiustamente dal Cielo, era il creatore del mondo… Gli uomini erano angeli caduti… proprio come Lucifero il quale però alla fine sarebbe stato reintegrato nel Cielo… Interessante notare come contemporanei studiosi medievisti si sforzino ad ogni costo di “smorzare” (o cancellare) la realtà del luciferismo cataro, definendolo, in sostanza, un’invenzione di ecclesiastici duecenteschi (Papi inclusi) poco intelligenti . Ma non credo che si possa (senza incorrere in gravi pregiudizi antiecclesiastici ed antistorici), liquidare testimonianze ecclesiastiche “demonologiche” del medioevo come semplici “invenzioni”, “affabulazioni” o morbosità. Dev’esserci qualcosa di vero in quelle testimonianze… L’idea dell’esistenza e della possibilità di culto al demonio non può nascere dal nulla o da semplici “voci popolari”, “morbose” fantasie inquisitoriali, e “inconsci collettivi” (tipici pregiudizi di area illuminista e “psicanalitica”). Al di là di vere o probabili fantasie popolari (che magari ingigantivano certi racconti), in realtà voci e testimonianze di fatti inauditi e gravi, come appunto gli atti di culto a Satana (uniti a orge sessuali) non potevano non avere fondamenti oggettivi nella realtà.

Già nei primi secoli del Cristianesimo, tra gli gnostici vi erano coloro che esplicitamente veneravano il Serpente della Genesi (che per la Bibbia è il “Diavolo”) come salvatore e illuminatore degli uomini (ofiti, naasseni, cainiti…). Tale dato storico è più che sufficiente per affermare che prime forme di (proto)satanismo, forse piuttosto “rozzo”, poco cultuale, compaiono proprio agli inizi dell’era cristiana , in opposizione al Vangelo e alla Chiesa di Cristo. 
Per quanto riguarda la definizione di satanismo, dinanzi alle tesi “riduttive” dei suddetti studiosi, da un punto di vista storico-sociologico, pongono una definizione più “larga”: il satanismo che è il culto a Satana, un culto che può essere soltanto “intel-lettuale” oppure, in senso più proprio, anche rituale. Il satanismo filosofico o intellettuale può logicamente presupporre o indirizzare al satanismo rituale. Pertanto, mi permetto di avanzare la seguente distinzione:

A) un satanismo rituale, mediante culto esplicito o “ufficiale”, cioè, praticato con riti in cui Satana è esplicitamente celebrato, ad esempio in organizzazioni dichiaratamente (e anche pubblicamente) sataniste: Chiesa di Satana, Tempio di Set, ecc.;

B) un satanismo culturale, intellettuale, o filosofico (elogio, venerazione, simpatia, manifestata per scritto o oralmente, verso Lucifero/Satana, in qualunque modo esso/essi sia/siano inteso/i) ;

C) un satanismo iniziatico-esoterico: nell’esercizio di ritualità magico-esoteriche, gli adepti o Iniziati (tutti o parte di essi, maggioranza o minoranza) “attivano” la loro “simpatia” o vera e propria venerazione interiore (da cui il termine “esoterico”) verso Lucifero-Satana, pur senza nominarlo/i espressamente nei loro riti.
Non è affatto da escludere (anzi è logicamente e fortemente probabile e consequenziale) che un satanismo intellettuale possa sfociare in (o supporre) un satanismo rituale esplicito (“pubblico” o ufficiale, magari con tanto di appartenenza ad una “chiesa” palesemente “consacrata” a Satana-Lucifero) oppure un satanismo “iniziatico-esoterico” (partecipazione a ritualità esoteriche in cui, gli Iniziati più “avanzati” possono comunque interiormente evocare/invocare/“vedere” Satana-Lucifero in certi simboli o riti o “nomi divini” pur senza nominarlo espressamente).

Ancora, per quanto riguarda il concetto di satanismo, occorre, certamente, distinguere (senza confondere) tra loro fenomeni co-me il satanismo, la magia, il paganesimo, la stregoneria. Ma tali distinzioni non sono così rigide come sembra. Di solito, si dice che la magia nera consiste nel servirsi del Diavolo, invece il satanismo consiste nel servire il Diavolo. Tuttavia, si consideri, che è prati-camente impossibile “servirsi” del Diavolo (magia nera) senza servirlo prima o dopo averne ottenuto i “favori”. Secondo alcuni testi di magia nera, il “mago” (“provetto” o “professionista”) promette di donarsi anima e corpo a «Lucifero» (come «schiavo») con patto di sangue, se riceverà determinati “favori”. In effetti, pur non avendo ancora ricevuto alcun “favore” (seppure lo riceverà…) o “potere”, il “mago” ha già contratto intenzionalmente un patto col diavolo, dunque ha già fatto un atto di culto, sebbene “imperfetto” . Insomma, magia nera e satanismo sono intrinsecamente legati. Pertanto non condivido le tesi di coloro secondo cui Aleister Crowley non fu un satanista (poiché dichiarò di non credere nel Diavolo), quanto piuttosto un “mago nero”. Tali studiosi sanno bene che Crowley ha composto un Hymn to Lucifer (Inno a Lucifero) e ha pubblicato una versione in francese dell’Inno a Satana di Giosué Carducci. Ma in qualunque modo intendesse Satana-Lucifero (principio o simbolo di trasgressione razionalista, pansessuale…), Crowley può ben esse-re annoverato tra i satanisti, anche nel caso che non abbia celebrato le Messe nere “alla francese” …
Secondo il mio modesto parere, anche uno studio di tipo storico-sociologico, incentrato su di una definizione stretta o rigida di satanismo (del tipo “A”, sopra descritto), dovrebbe comunque segnalare e sottolineare la presenza di elogi verso Satana/Lucifero (in qualunque modo sia inteso) negli scritti o discorsi di quei personaggi, gruppi o movimenti esoterici che non amano affatto esser definiti “satanisti” o “luciferiani”. Non è escluso che tali elogi luciferini possano per lo meno esser fonte di ispirazione culturale per gruppi che invece non fanno difficoltà a definirsi satanisti.
In ambienti “New Age” (o Next Age, che dir si voglia), «Lucifer» è presentato come l’ essere o portatore di luce che ama gli uomini e che vuol portare loro la vera conoscenza ed aiutarli nel cammino dell’evoluzione .

Un importante esponente del New Age, David Spangler , nel suo libro Reflections on the Christ, ha presentato «Lucifer» come an-gelo («the angel of light»), principio di luce («the spirit of light») che porta all’uomo la luce («the light of wisdom»). Spangler sottolinea che «Lucifer» non è Satana: «Lucifer» prepara l’uomo all’unione con Cristo (principio immanente al cosmo e all’uomo) e quindi con Dio. L’iniziazione luciferiana («the Luciferic initiation») è necessaria nell’Era dell’Acquario («the New Age») .
Paola Giovetti (nota scrittrice italiana di angeli, paranormale ecc., bene inserita nella cultura New Age italiana) difende «Lucife-ro», («l’angelo caduto» ossia «il diavolo»), presentandolo come «colui che porta la luce», ossia «la conoscenza» all’uomo, «Lucife-ro», il «collaboratore di Dio» . Giovetti elogia ovviamente il pecca-to originale quale atto di emancipazione umana . Anche per la Dr.ssa Giovetti, il Diavolo dei Tarocchi è agente dell’evoluzione umana .
Anche altri studiosi legati alle Edizioni Mediterranee (e quindi al pensiero dell’esoterista “nazi-fascista” Julius Evola) hanno simpa-tia per il Serpente della Genesi, ossia l’“eroe” «Lucifero» («Portato-re di Luce», «Stella del Mattino»), inteso quale “padre” della «Tradizione Primordiale» o «Trazione Ermetica» o «Ermetismo», e ad-dirittura padre della «Tradizione Romana», quest’ultima intesa ovviamente in senso pagano ed ermetistico .
Dal testo dell’intervista svoltasi a Roma, il 27 dicembre 1973, tra Gianfranco De’ Turris (intervistatore) ed il barone Julius Evola (intervistato), è piuttosto chiara (tra l’esplicito e l’implicito) la convergenza dei due studiosi (De Turris-Evola) sulla rivalutazione positiva e benefica di «Lucifero», il quale non dovrebbe essere inteso come «il diavolo cornuto» del dogma e dell’iconografia cristiana, bensì «veramente come guida, cioè come “Lucifero” portatore di luce» (De Turris); dunque «allora sarebbe il vero Lucifero secondo l’etimologia» (Evola) …

In ambienti gnostici, neo-catari, «Lucifer» è il portatore della conoscenza, della coscienza, della libertà, dell’evoluzione ed emancipazione umana; «Lucifer», caduto dal Cielo ha donato all’uomo il suo smeraldo, ossia il Graal, Pietra di conoscenza e redenzione. In quegli ambienti neo-catari si è convinti che «Lucifer» sarà reintegrato da Dio nel suo antico ruolo di principe degli angeli e portatore di luce . 
In ambienti gnostico-massonici italiani (influenzati anche dalla Teosofia di Madame Blavatsky), «Lucifero» è considerato «Ange-lo» di luce, dualità di bene-male, spirito divino benefico e malefico (unione degli opposti!) il cui fuoco infernale in realtà rigenera; e il Grande Architetto dell’Universo, ossia il Dio dei Massoni, è Satana. Secondo tali speculazioni gnostico-massoniche, Lucifero è il Logos nel suo aspetto più elevato ma è anche il suo Avversario (Satana) nell’aspetto più infimo (Dio-Satana=Lucifero-Satana) .
Su di un sito internet, gnostico, intitolato Fuoco Sacro – il pensiero esoterico, nella rubrica Cristianesimo esoterico, c’è un inte-ressante racconto intitolato «Lucifero».

L’autore, Friedrich von Licht mette in bocca a Lucifero le seguenti parole:

«Io sono la Vita, “il Lucifero”, il Portatore della Luce: la Stella del Mattino che annuncia la fine delle tenebre e la venuta dell’Impero del Sole, il regno della luce. Sono Lucifero, sono Prometeo, colui che fece scaturire dal nulla il divino fuoco della sapienza, il potere e la luce e la consegnò agli uomini. […] grazie a me è redenta l’oscura materia. Perdendo la mia purezza spirituale e cadendo negli abissi ho portato vita, coscienza e conoscenza a ogni carne e l’ho sospinta verso i cieli» .
In un altro articolo su http://www.fuocosacro.com si legge che «Lucifero» è «l’Antitesi del Demiurgo Creatore»; «il Lucifero esoterico della Dottrina Arcaica» non è il Diavolo del volgo profano, ma Lucifero è (secondo gli gnostici di quel website) «l’allegoria del bene, il simbolo, tra gli altri del più alto sacrificio (Christos-Lucifero) e il dio della Saggezza sotto infiniti nomi». E ancora: «Luce ed ombra, mi-steriosa simbiosi del Logos Solare, unità molteplice perfetta, INRI è Lucifero» .
Anche il website della Gnostic Witch Bible (stregoneria “gnostica”) presenta «Lucifer» (associato al Serpente della Genesi) come essere di luce («being of Light») che vuole aiutare gli uomini a scoprire la loro divinità interiore. Ovviamente l’anonimo autore ci tiene a distinguere (o separare) Lucifero dal Diavolo… !

Troviamo elogi/simpatie/venerazione per Lucifero (inteso come angelo, essere personale o forza magica universale, simbolo di lu-ce, liberazione, conoscenza…) negli scritti di noti personaggi del mondo esoterico (Eliphas Levi , Helena P. Blavatsky , Aleister Crowley , Rudolph Steiner , Giuliano Kremmerz …), e in ordini magici e società esoteriche, quali ad esempio: l’Hermetic Order of the Golden Dawn (fondato nel 1888 da tre Maestri Massoni della United Grand Lodge of England), la Società Italiana di Studi Erme-tici – Fratellanza Ermetica , la Società Teosofica …
Max Heindel, fondatore di un ordine rosacrociano, presenta in senso gnostico il racconto genesiaco del Peccato Originale. In un suo libro, Heindel scrive che «Angeli» o «Luciferi» o «Spiriti Lucife-rici», «portatori di luce», illuminarono l’uomo, diedero all’uomo la conoscenza, l’autocoscienza e l’emancipazione necessarie all’evoluzione spirituale. I «Luciferi» – ammette Heindel – portarono anche dolori all’uomo ma senza i «Luciferi» l’uomo – prosegue Heindel – non avrebbe mai goduto della conoscenza e dell’indi-pendenza da Dio .
Leggendo ciò che Madame Blavatsky scrive su Lucifero e Sa-tana (vedi sopra la nota a pié pagina, n° 56) non si può fare a me-no di includere quella donna (teosofa e massona) nel novero degli intellettuali del satanismo gnostico o luciferismo. E non fa mera-viglia che gli elogi luciferini blavatskyiani siano stati apprezzati an-che all’interno della “filiale” britannica della Chiesa di Satana .
Anche mediante la scienza esoterica dell’Alchimia (la quale cerca la rigenerazione spirituale dell’adepto), è possibile pervenire ad una valorizzazione positiva di Lucifero-Satana. In Alchimia, la Pietra, o Lapis è il Mercurio, l’Agente Universale che rende possi-bile la Grande Opera ossia la Palingenesi spirituale dell’alchimista (processo di morte-rinascita). La Pietra Filosofale è denominata Mercurio Universale, Drago che si morde la coda, Venere nuda (Venere=Stella del Mattino!), Cristo, Lucifero… Il Mercurio alche-mico, Pietra e Materia Prima della Grande Opera alchemica, è uni-tà di tutti i contrasti: bene-male, divino-demoniaco, cielo-inferno, Dio-Diavolo…
Il Mercurio alchemico, nell’Opera al Bianco (dopo la fase della Putrefazione) è chiamato anche Lucifero-Stella del Mattino .
Nel suo celebre libro Il Mistero delle Cattedrali, l’esoterista ed alchimista Fulcanelli insegna che il «diavolo» rappresenta la Mate-ria Prima dell’opera alchemica, ossia la Pietra Grezza da purificare e su cui innalzare l’opera alchemica, la pietra su cui i muratori me-dievali costruivano gli edifici. Questa Pietra, «umanizzata sotto le spoglie di Lucifero (che porta la luce-la stella del mattino) è il sim-bolo della pietra angolare», dunque de «la Prima pietra, la pietra angolare della Grande Opera filosofale» .
Così anche in Le Dimore Filosofali, Fulcanelli insegna le seguenti corrispondenze:

La «Parola perduta dei frammassoni»=«Parola di Dio»=«Segreto» dell’Opera alchemica=«Pietra Filosofale»=«Caos dei saggi»=«Materia Prima»=«Spirito Universale» o «Anima del Mondo»=«Madonna Nera»=«Diavolo» o «Satana» o «Drago»=«Pietra angolare» dell’Opera alchemica!

Fulcanelli insegna che il Diavolo o Drago alchemico, per quanto orrido e fetido, nasconde in realtà i tesori celesti cercati dall’alchimista! Ricordiamo uno dei princìpi alchemici in base al quale la fase della putrefazione (Opera al Nero o Nigredo), la discesa negli ìnferi, nella morte iniziatica ecc., nel nero più nero, è tappa necessaria per salire verso la Luce e la Perfezione (Opera al Bianco e al Rosso) .

Comprendiamo che i riferimenti “cristiani” e “mariani” nonché la medioevofilìa contenuti negli scritti di alchimia esoterica del Fulcanelli costituiscono in realtà il “guscio” o “scorza” di un “frutto” velenoso: il Diavolo o Drago alchemico! Curioso notare che Fulcanelli presenta i costruttori (architetti e muratori, ossia frammassoni) del Medioevo come sapienti esoteristi che nelle Cattedrali hanno celato, in simboli, il patrimonio dell’Alchimia. E qui storia e mito si confondono, ma è un procedimento “normale” nella irrazionale cultura gnostico-esoterica.
Nel simbolismo massonico di tradizione inglese, il nuovo Apprendista massone (1° grado) è ritenuto pietra angolare del Tempio che egli dovrà costruire. L’Apprendista è posto in Loggia a Nord-Est (Nord=Tenebre; Est=Luce). Considerato lo sfondo esoterico della Massoneria e l‘eredità alchemico-spirituale che essa custodisce, occorre, a mio avviso, trovare l’autentica interpretazione del simbolismo massonico della Pietra nella sopramenzionata cultura alchemica. 
Dopo questo breve excursus sul satanismo o luciferismo culturale del mondo esoterico, credo che sia troppo riduttivo definire quali “riferimenti metaforici” o “marginali” quegli elogi intellettual-esoterici rivolti a Satana-Lucifero e qui sopra citati (con quelli che seguiranno). Si tratta invece di riferimenti che, sebbene numericamente “pochi” nel complesso degli scritti degli Autori in questione, tuttavia – a mio avviso – costituiscono prove qualitativamente sufficienti per comprendere che la mente e la cultura di quegli Autori è permeata di un certo luciferismo. Occorre riconoscere che quegli Autori, con le loro sia pur “poche” sentenze luciferine, pos-sono costituire fonte di ispirazione per gruppi più espressamente dediti a Lucifero-Satana.

Massoneria, Massoni (“regolari” e “di frangia”) e luciferismo (satanismo gnostico) 

Per quanto riguarda i rapporti tra satanismo e massoneria, tra gli studiosi cattolici ci sono coloro che minimizzano (o addirittura negano) l’esistenza di un satanismo o luciferismo massonico ine-rente alla Massoneria tradizionale e ufficiale, la quale, secondo tali studiosi, ripudierebbe l’interesse magico-occultistico che, pertanto, riguarderebbe solo quella che – da massoni stessi – viene definita fringe Masonry, ossia Massoneria/e di frangia, ufficialmente ripudiata dalla Massoneria ufficiale e maggioritaria . Quanto sostengono tali studiosi cattolici corrisponde in sostanza alle dichiarazioni “ufficiali” e “difensive” delle Autorità massoniche o di singoli massoni.
Tra i gruppi contemporanei di magia cerimoniale c’è l’Ordo Templi Orientis Antiqua (OTOA) che è collegato ad altri gruppi gnostici (es. Ecclesia Gnostica Spiritualis). I membri dell’OTOA hanno anche i gradi di una notoria “massoneria di frangia”, l’Antico e Primitivo Rito di Memphis-Misraim, del quale esistono vari tipi e obbedienze. Ho riscontrato che nell’ambiente immondo di magia sessuale (anche omosessuale) dell’OTO e dell’OTOA (e dei gruppi gnostico-massonici collegati) si coltiva un certo interesse per Luci-fero («Luzifer»). Alcuni dignitari gnostici e massoni legati all’OTOA e all’OTO (Ordo Templi Orientis) hanno nel loro nome iniziatico an-che quello di «Lucifero» o «Lucifer» (es. Nevio Viola, Peter R. Kö-nig…). Tra le tematiche dell’XI grado OTOA, vi è anche «Luziferi-scher Gnostizismus» .
Tra le due guerre mondiali, in Germania, era operante la Fraternitas Saturni (FS), gruppo di magia satanica e sessuale collegato all’OTO (Ordo Templi Orientis) e all’Illuminaten Orden. Il fondatore della FS, Walter Groesche (1888-1964), in almeno un suo scritto, ha elogiato «Lucifero quale Stella del Mattino, il grande Angelo decaduto, fratello di Cristo» («“Luzifer” als Morgenstern […] ist nicht nur der gefallene grosse Engel Luzifer, sondern auch der Bruder von Christus»). Secondo Groesche, Lucifero è Saturno («Sa-turn»), possessore di scienza («Wissen») e salvezza («Erlösung») .

Tra il 1968 e il 1970, un gruppo di occultisti torinesi, già membri di “massonerie di frangia” (non so a quale Obbedienza o Rito ap-partenessero) e studiosi delle dottrine del mago Giuliano Krem-merz, avevano contattato il satanista Anton Szandor La Vey ed avevano così iniziato (a Torino) una Chiesa di Satana di stampo razionalista, con Messe nere… È un gruppo satanico discreto, tutt’ora attivo, composto da membri della buona borghesia piemontese. Anche la seconda Chiesa di Satana torinese nacque (in quel periodo) per l’interessamento di occultisti torinesi che si rivolsero ai loro “colleghi” (o “Fratelli”) francesi che avevano esperienza nei medesimi ambienti delle “massonerie di frangia” . 
Non so se a quegli ambienti “massonici di frangia” (filo-)satanisti, contattati dagli occultisti torinesi, appartenesse anche il massone Robert Ambelain 33° (GOdF?, martinista, Gran Maestro dell’Antico e Primitivo Rito Memphis-Misraim…), il quale era anche Gran Maestro Onorario del Grande Oriente del Brasile , che è una Obbedienza massonica regolare in comunione con la Massoneria regolare inglese (UGLE). In un suo libro, Ambelain ha sostenuto il significato esoterico della Messa Nera celebrata sulla schiena o sull’addome di una donna nuda… A quelle parti “basse” corrisponderebbe il centro universale di energia della “Donna Cosmica” della Cabala ebraica… Ambelain (1909-1996) si è poi sentito offeso quando è stato accusato di celebrare Messe Nere… . Tuttavia, pur avendo definito le messe nere quali “riti di magia inferiore”, egli ha oggettivamente mostrato di apprezzarle, almeno nel loro “significato esoterico”… 
Inoltre, secondo Robert Ambelain, l’Hiram massonico (prototipo di ogni Maestro Massone) corrisponde all’«Adamo Kadmon» della Cabala ebraica, al «Grande Architetto dell’Universo», al «Demiurgo», all’«Androgino» ermetico, al «Diavolo» dei Tarocchi, a «Lucifero» .
Sul website della Gran Loggia d’Italia del Rito Simbolico Italiano (RSI), Moreno Neri (GOI e RSI) ha pubblicato una «breve galleria di immagini di ordinamenti iniziatici femminili» per rendere «un omaggio» alle donne le quali non possono però partecipare ai Lavori Rituali della Massoneria regolare maschile. In una di quelle immagini ve ne è una tratta da un calendario magico del 1895 in cui si vede… una donna nuda distesa che fa da altare ad una Messa nera (ha un calice sul fondoschiena), attorniata da figure o maschere demoniache tra cui spicca un grande caprone (Satana ovviamente!). Mi sembra che il massone Neri, per quanto cerchi nella didascalia di “disprezzare” i volgari riti satanici, tuttavia pubblicando quella foto mostra un certo apprezzamento nei loro confronti… Strano modo di rendere “omaggio” alle donne iniziatiche-massone-esoteriche… .
Occorre sottolineare che i Maestri Massoni “regolari” e “tradizionali”, attraverso la ritualità e il simbolismo massonico “regolare” e “tradizionale”, possono scoprire e sviluppare una mistica simpatia per Lucifero. Per comprendere come possa un massone giungere al luciferismo o satanismo gnostico si consideri che l’atmosfera culturale e rituale della Loggia è intrinsecamente permeata dall’illuminismo filoso-fico-iniziatico-esoterico.

Sin dalle origini, la Massoneria moderna (quella nata ufficialmente nel 1717) presenta i seguenti elementi inscindibili che ne costituiscono il DNA permanente, ancora attuale: soggettivismo religioso, illuminismo, mètadogmatismo (oltrepassamento di dogmi e autorità religiose), ed esoterismo (magia rituale “muratoria” ispirata all’alchimia, alla Cabala ebraica…). Attraverso i suoi riti e simboli iniziatici, la Loggia Massonica pretende di elevare i suoi adepti (uomini di qualsiasi credo religioso) al di là di ogni differenza dogmatica e al di là di qualsiasi autorità religiosa.

Il Rito Massonico pretende di avviare gli uomini in un cammino di perfezione, di porli in contatto con il Sacro (il Grande Architetto dell’Universo) e di ottenere su di loro gli effluvi spirituali del Sacro, ciascuno libero di intenderLo a proprio piacimento. La ritualità della Massoneria “regolare” e “tradizionale” è intrinsecamente magia, vera magia massonica che pretende di trasmettere la Luce divina. La Luce Massonica è una “luce” iniziatica-occulta, ossia riservata solo a pochi “eletti”, trasmessa in ritualità “riservate” (o segrete, o esoteriche) inaccessibili ai profani e persino ai Massoni di grado inferiore… Si tratta di una vera “gnosi” esoterica ed elitaria che richiama alla nostra memoria la “gnosi” offerta dal Serpente della Genesi (Lucifero).

In effetti, nella letteratura dei Massoni “regolari” (i cui testi sono apprezzati ancora oggi nel mondo culturale massonico) ho trovato elogi massonici a: Satana/il Diavolo (inteso come simbolo della Ragione libera e della Natura, Forza occulta, Angelo ribelle, manifestazione del Divino, Essere di luce e sapienza benefica all’uomo…) , a Lucifero (Dio, Angelo o Principio o simbolo di ricerca della “Vera Lu-ce”, Illuminatore della Mente e della Coscienza dell’Uomo, agente divino del progresso nella creazione, stato mentale dell’Iniziato…) , al Serpente della Genesi (simbolo iniziatico di progresso, emancipazione dell’uomo, manifestazione della Sapienza divina…) . In ogni caso la Legge dell’Equilibrio Universale permette di risolvere-fondere-unire qualsiasi opposizione o contraddizione (es. bene=male e viceversa); ogni termine può rovesciarsi nel suo opposto, per cui, ad esempio, non si distingue più chi sia Satana e chi sia Dio, ecc…
Sin dalle prime Costituzioni massoniche inglesi (1723), è scritto che i Massoni appartengono alla «Religione Universale» la quale è di tipo deista-naturalistico nelle Costituzioni andersoniane del 1723, mentre in quelle del 1813 della UGLE (ancora valide) è più teista. Entrambi i modi di intendere la «Religione universale» massonica sono sostanzialmente intessuti di soggettivismo religioso . Comunque, attraverso i riti e i simboli, Massoneria, Massonerie e Massoni mostrano che la «Religione universale» a cui apparten-gono è una religione di Luce iniziatica e occulta… Ed è ovvio che i Maestri Massoni (e Maestri Venerabili) delle Logge regolari, più esperti di esoterismo, potranno considerare sempre più il loro Dio come un «Dio di Luce» … a cui è possibile dare l’attributo della Stella del Mattino (anch’essa presente nel simbolismo massonico anglosassone) ossia Lucifer…

Il Maestro Massone (MV-MM) tra Hiram Abif, Re Salomone e Lucifero 

Nella Massoneria regolare e tradizionale, alla Cerimonia di Elevazione al Terzo Grado di Maestro Massone (Raising Ceremony), il candidato sperimenta un rito iniziatico di morte simbolica. Sin dalle origini del Terzo Grado (1724-1730), la Loggia Massonica è un luogo iniziatico di omicidio rituale-simbolico, «morte simbolica», un vero e proprio sepolcro iniziatico di morte-rinascita. Il candidato è immedesimato nell’architetto Hiram Abif (architetto del tempio di Salomone), muore come lui e come lui è elevato dal sepolcro. Sin dalla metà del secolo XVIII, i rituali anglo-francesi mostrano che i tre maggiori ufficiali di Loggia (MV, 1° e 2° Sorvegliante) rappresentano gli Assassini di Hiram. Il Maestro di Loggia o Maestro Venerabile (MV) interpreta il ruolo dell’Assassino principale. Egli deve simbolicamente uccidere il candidato affinché questi divenga Maestro. L’omicidio simbolico è elemento indispensabile per il progresso numerico e qualitativo della Loggia… Per diventare Maestro Massone, per ricevere in pienezza la Luce di Maestro Massone, occorre essere simbolicamente uccisi, messi nel sepolcro, raggiungere simbolicamente, in spirito, il centro della terra, gli Inferi… Lo stesso MV poi eleva dal sepolcro il nuovo Maestro, novello Hi-ram… Il MV congiunge in sé gli opposti (Luce-Tenebre, Vita-Morte, Bene-Male…) e l’unione degli opposti è un principio fondamentale che l’esoterismo massonico attinge dalle scienze occulte o esoteriche (Cabala ebraica, alchimia, ermetismo… e… satanismo neo-gnostico o neo-cataro che dà culto al Dio di sopra e al Dio di sotto…).
Maestro Hiram (e quindi ogni nuovo Maestro Massone) può rappresentare Dio, il Divino, il Giusto, la Libertà, Cristo… e deve essere necessariamente messo a morte nel Rito Massonico che riattiva il mito di Hiram. Dunque la Raising Ceremony è una sorta di “Messa Nera” sui generis dove Hiram dev’essere ucciso-sacrificato-immolato per il bene stesso della Massoneria. Il nuovo Maestro Massone potrà diventare in futuro Maestro di Loggia (MV), dunque rappresentante del Divino e di Re Salomone e … Assassino Sim-bolico di altri candidati alla Maestria massonica. Un delitto simbolico massonicamente necessario e positivo… .
In senso gnostico, Hiram può rappresentare anche Lucifero uc-ciso e precipitato negli Inferi (Inferno) dai Tre “cattivi” Compagni muratori (simboli della Nostra Santissima Trinità), rappresentati proprio dai 3 Ufficiali di Loggia (le “Tre Luci” di Loggia). In modo ovviamente contraddittorio, nella Loggia Massonica si compie la fusione di tutti gli opposti: bianco e nero del pavimento a scacchi della Loggia, squadra e compasso, Bene-Male, Verità-Errore… La Loggia guidata dal MV attua un continuo passaggio rituale dalle Tenebre alla Luce… una continua Alba iniziatica… Il MV (e tutta la Loggia) porta e trasmette la fiaccola della Luce Massonica, è Por-tatore di Luce, equiparabile alla Stella del Mattino (chiamata anche Lucifero), Stella che brilla all’alba e annunzia la luce del Sole .
Ho personalmente consultato una copia delle Costituzioni del 1784 della Gran Loggia di Londra (Moderns), sul cui frontespizio è raffigurato un Genio (angelo) alato che porta una fiaccola di luce ed ha una fiamma di luce sulla testa. Sul frontespizio leggiamo che si tratta del «Genius of Masonry» che sta per investire il Gran Ma-estro della Massoneria . Quel genio è proprio un Lucifer…
Dagli inizi del secolo XIX, la Stella del Mattino («Lucifer»), che porta pace e salvezza ai massoni, fa esplicitamente parte del sim-bolismo massonico inglese, quale simbolo di Illuminazione e Luce Massonica . Descrivendo un’immagine mitologica, il massone Ar-thur Edward Waite (UGLE) scrive che il Genio portatore della fiac-cola di luce rappresenta la Stella del Mattino ossia Lucifero («the Morning Star or Lucifer») .
Nella Raising Ceremony, il «sepolcro della trasgressione» (bara vera e propria, oppure lenzuolo a forma di sepolcro, simbolo della morte, discesa agli Inferi) è (ritualmente e simbolicamente) il luogo centrale dove avviene la piena “trasformazione” del candidato in Hiram (morte-rinascita) e la trasmissione della Luce massonica. La Loggia dei Maestri Massoni è davvero un sepolcro simbolico che opera o riattiva una totale discesa (ritual-simbolica, ma autentica) nel Regno dei Morti. Il nuovo Maestro Massone riceve la Luce di Maestro solo attraverso la «morte simbolica». La Loggia è in una condizione di semi-oscurità, soltanto la “candela” o “luce” del MV resta accesa… Il MV porta la Luce Massonica nelle Tenebre, nel sepolcro… Il MV deve essere “assassino” simbolico del massone prima di portargli la Luce di Maestro…
Come già notai in un altro mio studio, c’è una oggettiva analogia tra l’Hiram massonico (il mitico eroe a cui è conformato ogni nuovo Maestro Massone) e il Lucifero descritto dal poeta inglese John Mil-ton nel suo The Paradise Lost (sec. XVII). Sin dagli inizi del secolo XIX, il Rituale inglese del Terzo Grado di Maestro Massone, sostanzialmente identico nelle sue varianti (Emulation, Logic, Stability…), insegna che la Luce di un Maestro Massone è «Oscurità visibile» («Darkness visibile»); si tratta della stessa “Luce” del Lucifero milto-niano precipitato all’Inferno («Darkness visibile»). I concetti di Tene-bra visibile, malinconia, sconfitta, fornace, discesa agli inferi, nella tomba della trasgressione, la splendente Stella del Mattino (detta an-che Lucifero)… accomunano sia il Lucifero miltoniano che il Maestro Massone novello Hiram Abif . Ma già dal comparire della Leggenda massonica di Hiram (inizi secolo XVIII), il Maestro Massone deve di-scendere simbolicamente e ritualmente agli inferi (come Hiram) per trovare la “Luce Massonica” di cui esser poi “portatore” (Lucifer).
Si può, a maggior ragione, stabilire una corrispondenza tra il Maestro Venerabile, il Lucifero miltoniano ed il Lucifero dell’Inferno dantesco. Si tenga ben presente la teoria esoterica e massonica dell’armonia-equilibrio-unione degli opposti la quale permette di spiegare e risolvere ogni contraddizione…
Il Maestro Venerabile e il Gran Maestro, rispettivamente nella Loggia e nella Gran Loggia, rappresentano Re Salomone. Nella Sacra Scrittura leggiamo (1Re 11,1-8, 33) che il saggio re Salomone si pervertì a causa delle sue concubine pagane e anche lui diede culto alle divinità dei Cananei, in particolare ad Astarte-Baal (Astarte corrispondeva alla Ishtar dei Babilonesi, alla Venere-Stella del Mattino dei Romani…) e a Moloch. In genere, il culto cananeo prevedeva anche prostituzione sacra androgina (donne e uomini effeminati), e sacrifici umani di fanciulli… . Inoltre, nella tradizione magica, Re Salomone è considerato esperto di magia ed evocazione demoniaca… . 

In effetti, la Massoneria condivide molto l’atteggiamento di Re Salomone filo-cananeo: con la sua larghissima tolleranza religiosa (mètadogmatismo e latitudinarismo), la Massoneria accoglie uomini di qualsiasi fede o credenza religiosa, lasciandoli liberi di interpretare il Grande Architetto dell’Universo che viene invocato nei Lavori rituali massonici. La magia della ritualità massonica unisce tutti i massoni nel contatto con il Sacro… Il GADU può ricevere qualsiasi “volto”… anche quello di Baal… o del Diavolo!
Autori massoni interpretano esplicitamente in senso gnostico-luciferiano la leggenda massonica di Hiram. Hiram discende da Tubalcain (che è la Parola di Passo del Terzo Grado di Maestro di Maestro Massone, ritualità inglese) e quindi da Caino, il quale è stato generato dall’unione di Eva con «Eblis» (o «Ebli») «l’Angelo di luce», ossia «Lucifero». Nei Maestri Massoni “rivive” Hiram, dunque i Maestri Massoni sono incorporati spiritualmente alla stir-pe di Lucifero, abitati dallo “Spirito di Luce” per combattere contro la stirpe di Jehovah, il “malvagio” Dio dei dogmi che opprimerebbe la libertà di pensiero e il progresso. Ci sono massoni che in modo implicito o esplicito (e con fierezza) testimoniano questa dottrina esoterica . Si noti che la leggenda secondo cui Caino è il figlio di Eva e dell’Angelo Ribelle, è già contenuta nell’importante testo ebraico-cabalistico dello Zohar (del XIII-XIV secolo) .
Si consideri inoltre che i Maestri Massoni degli Alti Gradi sono maggiormente indotti alla riflessione ed alla pratica esoterica. Al 33° grado, “Hiram Abif” è ancora ritenuto Gran Maestro dei Massoni.

Gli indizi a disposizione mi inducono ragionevolmente ad affer-mare che tali dottrine esoteriche non sono affatto “marginali” tra i Maestri Massoni, ma costituiscono la linfa vitale della Maestrìa Massonica. Hiram rappresenta la Libertà, la Luce oppressa dalle Tenebre e nel corso dei riti della Loggia dei Maestri Massoni, ogni massone può vedere se stesso come novello Lucifero-Hiram, sim-bolo o essere di Luce e Libertà… Hiram (e quindi ogni Maestro Massone) può essere anche simbolo della Forza universale corri-spondente al Mercurio alchemico dunque al Diavolo dei Tarocchi .
Inoltre, sulla scia dell’esoterismo di René Guénon, tra i Maestri Massoni c’è chi insegna la corrispondenza gnostico-ìnfera (ben in-dovinata) tra l’Hiram massonico, il Maestro Massone e il Lucifero dantesco, e dunque la corrispondenza tra la Loggia dei Maestri e il centro dell’Inferno dantesco… . In effetti, il “corpo” del Lucifero dantesco è (all’altezza dell’addome, parte centrale del corpo) con-ficcato al centro della terra (gli Inferi), corrispondente al 9° ed ulti-mo cerchio dell’Inferno. Così, nella ritualità massonica inglese, si dice che il «Centro» è il punto dal quale un Maestro Massone non può errare. Il Centro rappresenta l’unione degli opposti… La Loggia dei Maestri Massoni è chiamata anche Camera di Mezzo… e nella Raising Ceremony essa è un sepolcro simbolico, gli Inferi, in una condizione di semi-oscurità (o di «Oscurità visibile», «Darkness Visibile»)… Interessante notare che il segno penale al Terzo Grado di Maestro Massone (Emulation Ritual) riguarda proprio l’addome…
Nei rituali massonici di tradizione inglese (da quello Prichard del 1730, fino ai più recenti rituali Emulation… e altri) è spiegato che la Loggia massonica si estende da Est a Ovest, da Nord a Sud, dalla superficie al più alto dei cieli e, in profondità, dalla superficie fino al Centro della Terra… . Dunque l’unione degli opposti: Alto-Basso, Cielo-Inferi… Nella teologia cattolica, gli ìnferi, o profondità (centro) della terra, rappresentano la sede del Diavolo, l’Inferno… .
Nella ritualità, nel simbolismo e nella cultura della Loggia dei Maestri Massoni troviamo indizi oggettivi [esoterismo, mètadogmatismo, magia massonica, omicidio-morte-sepolcro simbolici, trasmissione di Luce o Alba iniziatica, il MV o MM quale Portatore di Luce-Lucifer, la Stella del Mattino (Lucifer), la coniunctio oppositorum…] che mostrano come la Loggia Massonica “regolare e tradizionale” introduca il massone in una cultura oggettivamente gnostico-magica-luciferiana. La stessa Loggia può essere contemporaneamente impegnata in “opere filantropiche” e in operazioni esoteriche (ossia magiche). Ovviamente ci sono logge (anche “regolari”) maggiormente specializzate nel Lavoro rituale iniziatico-esoterico…
Ancora a livello di gnosi esoterica, l’Hiram massonico può essere accostato alle teorie catare o neo-catare. I Catari avrebbero considerato se stessi come puri spiriti o angeli decaduti nella materia, dunque, alla stessa stregua di «Lucifero» o Satana («Luzi-fer»). Come il Lucifero (neo)cataro avrebbe costruito o architettato il mondo materiale, così l’Hiram massonico ha architettato il Tem-pio salomonico simbolo dell’Umanità e i Maestri Massoni devono lavorare al Tempio dell’umanità. Come il Lucifero gnostico, precipi-tato agli inferi (oppure disceso nella Materia), attende la Reintegrazione nel divino (o apocatastasi finale), così anche Hiram at-tende di esser risollevato dal sepolcro della materia-terra e della trasgressione… Come Lucifero così il Maestro Massone (nuovo Hiram) non accetta la verità assoluta e indiscutibile dei “dogmi” del Dio della Rivelazione (“Jahwé”) e né tantomeno l’autorità della dogmatica Chiesa Romana. Ma ovviamente l’Arte Muratoria insegna ai Maestri Massoni la congiunzione degli opposti (anche Luce-Tenebre) .
La psicologia di Carl Gustav Jung (impregnata di alchimia eso-terica) trova ammiratori anche tra Maestri Massoni regolari, i quali possono interpretare la «morte simbolica» del Maestro Massone come una necessaria e benefica discesa nel buio degli ìnferi, nell’Inferno (al-chemico), nell’Ombra (che per Jung è il Diavolo)… È una discesa necessaria per la ricongiunzione di tutti gli opposti e per la scoperta di Dio… Jung insegna la necessità e bontà del Diavolo quale principio immanente al divino (sia esso inteso come personale o archetipo impersonale). Jung insegna apertamente che nel Divino vi sono tutti gli opposti, anche Cristo-Diavolo! Jung sa bene che la Stella del Mattino è Lucifero-Cristo ed elogia la ribellione di Lucifero come principio di libertà per l’uomo. Tali princìpi non possono sfuggire ai Maestri Massoni che coltivano l’alchimia e il pensiero di Jung… .
Inoltre, in ambienti massonici si parla di «egregoro», energia spirituale prodotta da un’assemblea rituale massonica. Il termine si richiama agli Egregori dell’apocrifo Libro di Enoc: erano gli angeli vigilanti sul monte Hermon, ribelli a Dio, poiché si erano uniti alle donne e avevano loro insegnato l’alchimia . La conoscenza dell’alchimia, come arte di auto-rigenerazione, è fondamentale per l’esatta com-prensione dei rituali massonici. 
I Maestri Massoni “regolari” possono facilmente conoscere e amare il pensiero esoterico di quegli autori che hanno elogiato apertamente Lucifero (es. Elifas Levi, Blavatsky, Steiner, Heindel, Jung…).

Il MV siede in Loggia tra il simbolo del Sole e quello della Luna. Ciò ricorda il Mercurio alchemico figlio del Sole e della Luna. La Loggia è come un corpo umano e il trono del MV corrisponde alla testa. Il Sole e la Luna sono gli occhi e il MV, al centro (nel suo ruolo di Astro dispensatore di Luce Massonica e di conciliatore di tutti gli opposti), può corrispondere al 3° occhio di Shiva, il dio induista (o manifestazione di Brahma), che unisce in sè gli opposti (Shiva è androgino, distrugge e rigenera…) . In effetti al di sopra del trono del Maestro Venerabile c’è il Delta (triangolo equilatero) luminoso che reca al centro un occhio aperto… sempre vigilante (come gli Egregori?). 

Interessante notare che l’esoterista e massone René Guénon ha sottolineato più volte il parallelismo tra il 3° occhio di Shiva (l’occhio frontale che rappresenta «il senso dell’eternità»), e la Pietra che, secondo una versione della leggenda del Graal, si sarebbe staccata dalla fronte di «Lucifero» al momento della sua caduta dal cielo. Lucifero ha perduto il suo stato primordiale, rappresentato da quella pietra (uno smeraldo) la quale è una delle possibili origini (gnostiche) del cosiddetto Santo Graal (la presunta coppa usata da Gesù nell’Ultima Cena). L’uomo deve esser reintegrato nel suo «stato primordiale» (l’esoterico Graal), ben significato dal 3° occhio di Shiva, che lo Yoga-Kundalini vuol aprire nell’iniziato.

Per giungere a tale restaurazione (il 3° occhio frontale di Shiva) occorre risvegliare l’energia-Serpente (Kundalini) posta nel Luz, ossia nell’osso d’immortalità che è sito all’estremità della colonna vertebrale dell’uomo (presso la zona anale). Nella zona inferiore del corpo umano, nel Luz, risiede Kundalini e ciò (secondo l’esoterismo guénoniano-induista) è conseguenza dello stato decaduto dell’uomo .

L’iniziato che risveglia la Kundalini e raggiunge l’identità con Brahma (apertura del 3° occhio frontale) dunque sarebbe, come Shiva, signore degli opposti, avrebbe raggiunto la piena conoscenza o illuminazione e perciò sarebbe un altro Lucifero…
Logico dedurre, che nell’ambiente massonico-esoterico, è possibile l’equazione :

Pietra angolare (alchemico-massonica) =Graal=Stato Primordiale=3° occhio di Shiva=Pietra di Lucifero…
Dunque, analizzando le dottrine esoteriche proposte da Guènon, il programma ascetico-spirituale dell’iniziato massone (e Maestro Massone) sarebbe, logicamente:
Reintegrazione nello stato primordiale=dal Luz al 3° occhio di Shiva=ridiventare un Lucifero…
Di recente, il massone Luigi Pruneti 33° [GLDI] ha riproposto le suddette tesi guénoniane (induistiche e gnostiche): Graal=Pietra frontale di «Lucifero»=3° occhio di Shiva… . Pruneti afferma che l’occhio nel triangolo massonico (al di sopra del seggio del MV di Loggia) rappresenta il 3° occhio, quello dell’eternità e, citando anche su questo punto il Guénon, Pruneti lascia intendere che si trat-ti pertanto dell’occhio di Shiva, dunque il Graal di Lucifero…
È interessante notare una somiglianza tra il decaduto Lucifero graalico che perde la Pietra (Graal) frontale (simbolo di Conoscen-za o Stato Primordiale) e il Maestro Massone che simbolicamente cade negli inferi dopo aver ricevuto simbolicamente dal Maestro Venerabile il terzo e ultimo colpo (quello mortale) sulla fronte… Ecco un’altra analogia esoterica: la Parola di Maestro Massone che è stata Perduta con la Morte di Hiram (colpito mortalmente sulla fronte e disceso agli ìnferi), corrisponde al Graal ossia alla Pietra frontale (o della Corona-Kether) perduta da Lucifero precipitato dal Cielo agli ìnferi. Curioso osservare che al 3° grado (rito inglese), prima della riattivazione del mito hiramitico, è detto al candidato che mediante il Lavoro rituale massonico, egli ha ammirato lo sviluppo della facoltà intellettuale fino al Trono di Dio (Cielo)… Poi segue il racconto della leggenda di Hiram e quindi la morte simbolica del candidato (discesa agli inferi)… Dunque dal Cielo… agli Inferi. Anche i Quadri di Loggia del Rito inglese (Emulation) insegnano al massone la realtà della discesa. Nel Quadro di Loggia del 1° grado si vede il pavimento della Loggia e il Cielo con il Sole, la Luna e la Stella Fiammeggiante. Ma al Terzo Grado, il Quadro di Loggia contiene simboli di morte: tomba o bara, teschio, ossa… Dal Cielo alla Terra e sottoterra… Il massone comincia a protendersi o elevarsi verso il Cielo, verso il Trono di Dio, e poi finisce simbolicamente agli inferi…
È interessante notare che le grandi assemblee massoniche londinesi (almeno fino al 1768) si tenevano ad una taverna chia-mata “The Devil’s Tavern”, luogo in cui, peraltro si riuniva una ce-lebre società libertina e infernale, nota col nome «The Hell-Fire Club» (Club del Fuoco Infernale) . La “The Devil’s Tavern” in questione non era semplicemente una taverna, bensì era anche una loggia massonica costituita nell’aprile del 1722 .
Nel 1738, proprio alla The Devil’s Tavern, la Gran Loggia di Londra approva il nuovo libro delle Costituzioni massoniche di Ja-mes Anderson lo stesso autore delle Costituzioni del 1723 . In appendice al nuovo testo legislativo massonico è pubblicato l’opuscolo “A Defence of Masonry”, in cui l’anonimo autore vuol di-fendere la Massoneria affermandone l’antichità e la somiglianza dei suoi riti e principi con quelli degli antichi misteri egiziani (Arpo-crate, Iside), dei Pitagorici, dei Cabalisti ebrei e dei Druidi .
Subito dopo questo opuscolo, le nuove Costituzioni della Gran Loggia londinese riportano la lettera di un massone – Brother Eu-clid – il quale scrive che nelle epoche precedenti come in quella attuale (al suo scritto), gente ignorante e maliziosa ha accusato i Massoni («Free Masons») di invocare nelle loro logge il Diavolo in un cerchio («[…] the Free Masons in their Lodges raise the Devil in a Circle […]») .
Osservo che il verbo inglese «raise» (traducibile in: «elevare», ma anche «evocare») usato nel brano sopraccitato, richiama alla mia memoria la Cerimonia di Elevazione al Terzo Grado di Maestro Massone che, almeno dagli inizi del secolo XIX, prende il no-me di Raising Ceremony o Ceremony of Raising. Già nel primo ri-tuale massonico stampato contenente il Terzo Grado, tra le varie domande poste al candidato, si chiede anche come fu elevato (dal sepolcro) il cadavere di Hiram: «How was Hiram rais’d?» . A questo punto è ovvio chiedersi se le accuse (rivolte ai Massoni in-glesi del primo Settecento) di “evocare” o “elevare” («to raise») il Diavolo in un cerchio, non fossero riferite alla elevazione di Hi-ram e quindi del nuovo Maestro Massone! E poi il riferimento al cerchio, in cui i Massoni evocherebbero il Diavolo… non richiama forse il moderno simbolismo massonico del Centro dal quale un Maestro Massone non può errare (es.: cf. Emulation Ritual)?
La Raising Ceremony ha davvero un carattere tenebroso; nulla di strano di strano se, già nel 1730, agli occhi dei profani (e anche dei massoni?) fosse nota la equazione Hiram=il Diavolo. Curioso osservare che, in seguito, tale identificazione, in modo più o meno esplicito è stata affermata proprio da Massoni!
È interessante notare il caso di sir Francis Dashwood (1708-1781), uomo politico, massone inglese e fondatore di una società libertina chiamata Società di San Francesco, dedita (nonostante il nome) al «satanismo» di stampo ludico, razionalista e anticlericale , o per meglio dire, ad un vero e proprio porno-satanismo. Quello di sir Dashwood non è certo il primo caso di un massone impegnato nel libertinismo. Nel 1719, il duca di Wharton (1698-1731) fondò a Londra un «Hell Fire Club» (Club del Fuoco dell’Inferno). Sembra che un editto reale del 1721 pose fine a quel “club” scandaloso, ma ciò non impedì al duca di Wharton di essere eletto nel 1722 Gran Maestro della Gran Loggia di Londra , e addirittura di venire raffigurato (come Gran Maestro in carica) sulle prime Costituzioni massoniche della nuova Gran Loggia di Londra, quelle del 1723, attribuite al pastore James Anderson . Nel 1723, Wharton fondò un altro Hell-Fire club. Nel 1735, circa, Richard Parsons, conte di Rosse, fondò il primo Hell-Fire Club in Dublino (Irlanda). Parsons fu Gran Maestro della Gran Loggia d’Irlanda nel 1725 e nel 1730. Ovviamente, i Massoni affermano che gli Hell-Fire Club non ebbero nulla a che fare con la Massoneria, che Wharton e Parsons non ebbero alcuni influsso sulla Massoneria… È strano che i massoni si sforzino di sostenere che gli Hell-Fire Club non praticavano affatto satanismo, messe nere, magia… ma solo eccessi sessuali e alcolismo… Il satanismo degli Hell-Fire Club sarebbe solo una… leggenda urbana ? Ma tali “difese” massoniche (veramente “leggendarie”) non convincono. Perché tanta “premura” massonica a staccare satanismo da Hell-Fire Club?
Nel 1732 a Londra è pubblicata la versione inglese di Disserta-zione filosofica sulla Morte (A Philosophical dissertation upon De-ath) del conte Alberto Radicati di Passerano (1698-1737), anticle-ricale e deista già funzionario presso la corte di Savoia. Quella Dissertazione è un’opera improntata a naturalismo e materialismo, in cui il conte Radicati esalta (come cose proprie della “Natura”): la morte, l’adulterio, la sodomia, i sacrifici umani . Quella “disserta-zione” satanica sulla morte è stata tradotta in inglese dal poligrafo e massone Joseph Thomas, amico del Radicati .

L’immoralismo satanico del Radicati (del Thomas), degli Hell Fi-re Club inglesi settecenteschi e di Sir Dashwood, prosegue in un noto esponente radicale del tardo illuminismo francese, ossia il marchese Donatien Alphonse François De Sade (1740-1814), il quale nelle sue opere immonde fa l’apologia delle perversioni e inversioni sessuali, della sodomia, della morte, dell’omicidio, del suicidio, ecc. . In effetti, proprio il De Sade si diletta a descrivere anche Messe Nere nel corso delle quali avvengono profanazioni eucaristiche e orge sessuali . Erano solo romanzi? Curioso nota-re che il De Sade probabilmente era massone . La sua iniziazione massonica è controversa, ma è ammessa da testi massonici. Sembra che sia stato iniziato nella Loggia parigina delle “Nove So-relle”, loggia culturale (filo-americana ed illuminista) del Grand O-rient de France. Di recente, il website del Grand Orient de France sembra propenso ad ammettere che De Sade possa essere stato massone. Indizio di ciò può essere anche l’indulgenza con cui il website del GOdF tratta il De Sade: le opere del De Sade tratteg-giano ambienti “neri” con racconti su donne seviziate, racconti che tutto sommato – precisa il website massonico – facevano piangere lo stesso autore… . In effetti l’ambiente massonico (inglese o fran-cese…) può essere propizio a forgiare gli animi in simili trasgressioni (orge, messe nere…). Attraverso il mètadogmatismo filosofico, la magia rituale, la morte mistica del Maestro Massone, l’unione rituale degli opposti (Vita-Morte, Cielo-Inferi, Bene-Male…), la Massoneria trasmette, indubbiamente, una “filosofia” della trasgressione che può tradursi in prassi…
La “gnosi” della trasgressione (= andare oltre…) è già in nuce nella leggenda massonica di Hiram. Al Terzo Grado di Maestro, nella Loggia (che per i Massoni è luogo sacro) deve essere attuato l’omicidio simbolico del candidato… La Loggia dei Maestri riattiva il mitico delitto di Hiram, l’omicidio simbolico e la putrefazione inizia-tica (ossia morte-rinascita mistica) del neo-Maestro… I Maestri di Loggia vengono (simbolicamente) a contatto con il corpo putrefatto di Hiram… Hiram, secondo i rituali massonici anglo-francesi del sec. XVIII è sepolto nel Sanctum Sanctorum del Tempio salomonico… Tutto ciò era una trasgressione della Legge ebraica… . 
C’è poi la trasgressione della legge ecclesiastica che, sin dal 1738, fa divieto ai Cattolici (chierici e laici) di far parte della Loggia Massonica… Osservo che la mistica massonica della trasgressione richiama quel misticismo nichilista, libertino e gnostico di Jacob Frank (1726-1791), il quale “abbagliato” dallo «splendore luciferino», teorizzò la discesa iniziatica nell’Abisso, e intese la «vita» come perenne «processo di distruzione» (morte-vita-morte…) .
Come nel secolo XVIII, così anche oggi, in molte logge inglesi, al centro del pavimento o tappeto di Loggia (a scacchi bianchi e neri) è raffigurata «the Blazing Star, or Glory in the Centre» (Stella Fiammeggiante o Gloria nel Centro) simbolo luminoso della Pre-senza Divina nella Loggia massonica, che i Massoni collegano vo-lentieri con la Shekinah ebraica (cioé la Presenza di Dio nel suo popolo Israele) e con la Divina Provvidenza cristiana . Il pastore anglicano George Oliver (1782-1867; UGLE, 33°) ha scritto che la Stella Fiammeggiante («Blazing Star») a 5 punte (pentagramma), importante simbolo massonico, è il simbolo del Cristo Redentore e anche del Grande Architetto dell’Universo; tale Stella è detta an-che Stella del Mattino («the Morning Star») .
Ora, secondo la tradizione massonica, le tessere bianche e nere del suddetto pavimento massonico rappresentano il Bene e il Male, i vizi e le virtù diffusi sulla terra. Quindi il Pavimento di Loggia rappresenta la Terra… e quella Stella Fiammeggiante (simbolo massonico del GADU e del Sole, illuminatore e vivificatore) al Centro del Pavimento a scacchi (dunque giù in terra, verso il basso…) sarebbe, di per sé, al Centro della Terra… e richiamerebbe, logicamente e localmente, più gli Inferi che il Cielo… Anche al Terzo Grado, l’attenzione dei Massoni è rivolta verso il Pavimento, verso la Terra, su cui è adagiata la bara o lenzuolo funebre dove il massone sarà disteso per rappresentare la sua simbolica discesa agli Inferi…
Pertanto, mi sembra che la Stella Fiammeggiante (o Stella del Mattino) dei Massoni posta sul Pavimento di Loggia richiami più il Lucifer di dantesca memoria (che è al centro della terra) piuttosto che il Nostro Cristo che è in Cielo. Nella Liturgia cattolica pasquale, nell’inno dell’Exultet, il Cristo Risorto è chiamato 2 volte «lucifer» , tradotto nella versione italiana come «stella del mattino». I Massoni “cristiani” (come Oliver 33°) sanno giocare ambiguamente sui nomi… Ma sia ben chiaro che, oggettivamente, il «Cristo»-«Stella del Mattino»-«Lucifer» dei Massoni cristiani appare come un Maestro esoterico-iniziatico, che gradisce la magia rituale della Loggia massonica. Pertanto quel Christus-Lucifer osannato dai Massoni “cristiani” non è il Vero Cristo che è invece quello del Dogma cattolico.
Altrove ho mostrato che la sedicente fede cristiana di Oliver e il suo tentativo di conciliare Cristianesimo e Massoneria devono es-sere compresi nel clima gnostico-esoterico che costituisce il DNA della Massoneria inglese regolare e tradizionale . Il cristianesimo del massone Oliver 33° è gnostico. Egli afferma che i Massoni de-vono saper celare i loro segreti ai profani e che ogni profano è in uno stato di tenebre ma l’iniziazione massonica gli dà la Luce e la Conoscenza. Oliver afferma che il Serpente è un legittimo simbolo massonico di sapienza ed indica la Caduta in Adamo e la Reden-zione in Cristo. Oliver sa bene che gli Gnostici veneravano il Ser-pente della Genesi (Ofiti) come simbolo del Cristo Redentore o Cristo-Spirito. Il simbolismo del Serpente esprime sia Satana che Cristo . Ancora l’Unione degli Opposti…

Alti Gradi massonici: RSAA, Massonerie “cristiane” 

Negli Alti Gradi, i Maestri Massoni possono potenziare la loro conoscenza e prassi esoterica. Tra i sistemi di Alti Gradi spicca il Rito Scozzese Antico e Accettato (RSAA) che, sicuramente compare negli USA, nel 1801, mentre, secondo la tradizione massonica, a-vrebbe già origine nel 1786 ad opera del Re Federico II di Prussia.
Nel 1733, si hanno testimonianze di incontri regolari di una «Scots Masters Lodge» (Loggia di Maestri Scozzesi) presso la «the De-vil’s Tavern at Temple Bar» in Londra. Si tratta probabilmente di Massoni “Scozzesi” non di nascita, ma di alto “grado” massonico. Dunque ciò potrebbe essere il primo riferimento della comparsa di Alti Gradi massonici “Scozzesi” (e quindi templari) in Inghilterra . E guarda caso… proprio alla Taverna del Diavolo…
Dai testi massonici che ho studiato (i Rituali di iniziazione e i commentari ai gradi del RSAA a cura di Salvatore Farina 33°, Eu-genio Bonvicini 33°, Rex Hutchens 33°, Angelo Sebastiani 32°, Ugo Poli 33°, Umberto Gorel Porciatti 33°…), risulta chiaro che nel RSAA italiano e anche in quello statunitense, il 30° grado insegna, di fatto, l’ostilità verso la Chiesa Romana e verso i suoi dogmi con-siderati come ostacoli alla tolleranza ed alla libertà di pensiero. Tra i simboli del 30° grado ve ne sono due particolarmente detestati nel corso dell’iniziazione: la tiara pontificia (ritenuta dai Massoni simbolo di tirannia religiosa) e la corona regale (ritenuta di Massoni simbolo di tirannia politica) . La gnosi (conoscenza) del templarismo RSAA è ispirata al mondo gnostico-esoterico . Interessante notare che, oggettivamente, il Templarismo massonico (o neo-templarismo) attribuisce ai Templari proprio le dottrine ereticali (gnostiche) di cui essi furono incolpati.
Ancora oggi, il RSAA (fedele alle sue tradizioni…) insiste sul libero pensiero, sulla separazione tra Chiesa e Stato e sulla lotta all’influsso della Chiesa nella società .
Al 32° grado RSAA (Sublime Principe del Real Segreto), il massone è definito «Soldato della Vera Luce» e come tale deve combattere «la tirannia spirituale», la «superstizione» ed il «fanatismo» . Durante la cerimonia di conferimento del 33° ed ultimo grado RSAA, nel Tempio c’è uno scheletro umano che regge nella mano sinistra lo stendardo dell’Ordine, cioè del RSAA, e nella ma-no destra un pugnale in atto di colpire, richiamo evidente (precisa il Rituale) alla punizione dei nemici e traditori del RSAA . Dunque il RSAA (simboleggiato dal proprio stendardo) è portato dalla Morte (simboleggiata dallo scheletro) ! Il Rituale al 33° grado (RSAA –Palazzo Giustiniani) pone un parallelismo tra la Morte e la Massoneria: i teschi e le ossa ricamati sui paramenti del Tempio del 33° grado, rappresentano la Natura che si rigenera attraverso la Morte, e la Società che si rigenera attraverso la Luce Massonica! Nel “mondo” culturale massonico si sa bene che la Morte è associata al «Diavolo» ; ad ogni Maestro Massone (dal 3° al 33° grado RSAA) è facile comprendere che la leggenda di Hiram insegna che la Morte è via alla Vita, e il «principio dell’Universo» che presiede alla morte-rigenerazione del tutto è noto con vari nomi: «Shiva», «Ahriman», «Satana»… . Il «principio distruttore» che mediante la morte rigenera tutte le forme è rappresentato – spiega Porciatti 33° – dalla massonica Stella Fiammeggiante a 5 punte  (simbolo del «Fuoco», e dell’«Autocrazia intellettuale») la quale è rappresentata dal candeliere a 5 bracci sito presso il trono del Presidente (SGC) del Supremo Consiglio del 33° grado RSAA . 

I Maestri Massoni del RSAA sanno che il Grande Architetto dell’Universo può essere chiamato con vari nomi e anche con quello di «Shiva» . I Maestri Massoni, che seguono la gnosi alchemico-ermetica racchiusa anche nei Tarocchi, possono imparare, tra l’altro, la necessità della morte iniziatica, della congiunzione degli opposti e la bontà del «Diavolo» («Baphomet templare») inteso come «l’esistenza materiale, la corporeità, la terra madre, la propria fisicità […] il veicolo per l’evoluzione interiore, il lasciapassare per il Cielo […] la porta per ottenere il Paradiso» .
Contrariamente a quanto asserito da alcuni studiosi (anzitutto dal massone inglese Ellic Howe), la magia non è coltivata solo da massonerie marginali (o “di frangia”). Purtroppo quella tesi di Ho-we è stata acriticamente accolta anche in ambienti cattolici.
Elementi cabalistico-alchemico-ermetistici sono più espliciti nei rituali iniziatici nel RSAA il quale, nel panorama massonico inter-nazionale, non può affatto esser annoverato tra le “fringe-Masonries”. Il RSAA è davvero una Massoneria di Alti Gradi, una vera élite spiri-tuale nel panorama della Massoneria mondiale.
Dall’analisi di varie fonti massoniche della seconda metà del secolo XX, risulta chiaramente che nel RSAA, l’interesse teorico-pratico alla magia, all’alchimia, alla cabala ebraica ed all’ermetismo non è affatto marginale… Il RSAA (in simboli, rituali ed esoterismo) è profondamente caratterizzato dalle scienze esoteriche e magiche .
Il 28° grado RSAA, Cavaliere del Sole, contiene elementi di Cabala ebraica, Ermetismo, Alchimia . Al 32° grado (Sublime Principe del Real Segreto) ci sono espliciti riferimenti gnostici, alchemici. Il rituale accenna a tre uccelli simbolici che alludono alla Grande Opera alchemica: corvo (morte)-colomba (rigenerazione)fenice (natura rigenerata dal fuoco) . Al 32° RSAA è insegnato che il programma massonico è quello di condurre l’uomo alla realizzazione della Grande Opera dell’Ermetismo, ossia la propria reintegrazione e trasformazione in Dio (o nel Divino)
Il massone Fausto Di Palma spiega che «Il R.·.S.·.A.·.A.·. s’interessa quindi di tutte le più importanti tradizioni esoteriche e occultiste (salvandole anche da una possibile scomparsa), le organizza e le rappresenta attraverso Gradi differenti e progressivi, le attiva con specifiche forme rituali» .
«[…] Il Rito Scozzese dà la possibilità ad una élite di aprire la porta, rivitalizzando la continuità con tutta la Tradizione occultista e misterica, con il fine di “perfezionare l’Uomo e condurlo al contatto cosciente con il Divino” e dando quale metodo la Ritualità degli Alti Gradi» .
Al 29° grado RSAA (Grande Scozzese di S. Andrea) vi è il riferimento al Baphomet “templare”: secondo alcuni un’immagine di un diavoletto bisessuale e cornuto, simbolo magico-panteistico della Natura . Secondo Bonvicini 33°, il Baphomet sarebbe simbolo della Sapienza, rappresentato dal doppio triangolo di Salomone (bianco e nero) iscritto nel serpente che si morde la coda, ossia «l’Uroboros gnostico», o «il Serpente Gnostico» . 
Secondo massoni “esegeti” del RSAA, il 30° grado Kadosh, grado templare ed alchimista , consente all’Adepto: di andare al di là degli opposti (Bene-Male…), di superare tutti i dualismi , di scoprire che in effetti gli opposti sono due aspetti dell’Unica Realtà , di pervenire a Stati Superiori dell’Essere, di pervenire effettivamente alla propria reintegrazione nello «stato edenico» …
Il massone al 33° grado (soprattutto il Sovrano Gran Commen-datore del RSAA) può ben identificarsi con Ermete Trismegisto (il 3 volte 3); il massone del 33° grado entra nel Mondo delle Cause, si identifica con la Legge Universale, sparge la sua «Scienza Ini-ziatica» (occulta, magica, cabalistica, alchmistica, ermetica) . Il massone del 33° grado RSAA è l’«Uomo universale» o «Uomo tra-scendente», ha raggiunto Stati Superiori dell’Essere , la «Conoscenza Suprema», la «Liberazione finale» o «Identità Suprema» , dunque, in pratica, è un dio!
Anche nel RSAA, tra i contenuti della Luce Massonica vi è l’interessante teoria della (Legge della) unione/armonia/equilibrio degli opposti Bene-Male [e vi sono massoni che logicamente ed esplicitamente includono anche Dio-Satana, o Dio-Lucifero, o Lucifero-Satana], Vita-Morte, Attivo-Passivo, Maschile-Femminile, Cielo-Terra [Cielo-Inferi], Spirito-Materia, Verità-Errore… queste coppie di opposti uniti inscindibilmente costituiscono l’Unica Legge dell’Equilibrio Universale necessario alla manifestazione ed alla vita. Pertanto, se ne deduce che tali opposti, in realtà, sono UNO, due aspetti (apparentemente opposti) della manifestazione dell’UNO, la Realtà Unica, l’Assoluto, DIO… . Tale Legge esoterica (Equilibrio-Unità degli Opposti) è illustrata anche nel simbolismo massonico del RSAA: l’unione di Squadra e Compasso, l’aquila bicipite metà bianca e metà nera del 30° grado, l’aquila bicipite (monocolore) del 33° grado RSAA, lo stesso numero 33°, il Delta dal 1° al 33° grado RSAA, le 11 Luci del Tempio del Supremo Consiglio del 33° grado RSAA…
Non è difficile concludere che tale monismo bipolaristico (o bi-polarismo monistico) suppone o conduce almeno ad una profonda ammirazione (se non ad un vero e proprio culto esplicito) verso quel personaggio che noi Cattolici chiamiamo indistintamente coi nomi di Lucifero-Satana-Diavolo-Serpente della Genesi… Inoltre nel campo esoterico-massonico, è possibile considerare Satana e Lucifero anche come due entità (simboliche o reali) distinte, per cui si può parlare di satanismo o luciferismo gnostico-esoterico, a seconda che il singolo massone-esoterico abbia preferenza per il nome Satana o per Lucifero, a prescindere da come li si intenda (persona, simbolo di bene e/o male, principio divino da risvegliare nell’uomo, ecc.).
Il Cavaliere Kadosch [30° grado RSAA] è chiamato anche Cavaliere dell’Aquila Bianca e Nera. In questo titolo, come pure nel sim-bolismo (Aquila bicipite metà bianca e metà nera, l’impugnatura del pugnale rituale metà bianca e metà nera…) è adombrata la dottrina esoterica dell’unione degli opposti (bene-male, luce-tenebre…) .
La dottrina/legge [cabalistica] dell’Armonia/Equilibrio degli Op-posti è chiaramente presente anche al 32° grado RSAA . Essa è più chiaramente illustrata anzitutto da Albert Pike 33°( ) e poi da altri massoni del RSAA, es.: Henry C. Clausen 33°( ), Rex Hu-tchens 32°( )… Essi spiegano che questa dottrina [ispirata alla Cabala ebraica] costituisce il Segreto Reale a cui perviene il mas-sone del 32° grado RSAA: è la Legge dell’Equilibrio Universale degli Opposti [rappresentata da simboli massonici, quali la Bilancia, il triangolo, squadra e compasso…]: bene-male [Cielo-Inferi, Dio-Diavolo], luce-tenebre, attivo-passivo, maschile-femminile, amore-odio, verità-errore, giustizia-misericordia… costituiscono gli aspetti in-scindibili dell’unica Legge di Equilibrio che è in Dio, nell’Universo e nell’Uomo, per cui entrambi gli opposti sono necessari.

I Massoni degli Alti Gradi del RSAA possono giungere ad apprezzare Satana o Lucifero, intendendolo in vario modo e ci sono precisi riferimenti al riguardo nella letteratura di membri del RSAA . I Mas-soni del RSAA possono arricchire la loro cultura e prassi esoterica consultando gli studi di Elifas Levi, Albert Pike, Oswald Wirth, René Guénon, Giuliano Kremmerz, Francesco Brunelli, Julius Evola…
Dinanzi a questi elementi, non trovo nulla di strano che i Cavalieri Kadosch del 30° grado RSAA (tutti, o parte di loro) possano giungere ad “amare” Lucifero (Dio, Forza occulta, Angelo o simbolo razionalistico di Luce e Libertà, principio divino e luminoso nell’uomo…) fino a celebrargli un vero e proprio culto segreto. Si consideri che al 17° grado RSAA (in genere trasmesso a voce) la Parola sacra è «Abad-don» nome dell’«Angelo Sterminatore» di Apocalisse 9,11 (ossia l’Angelo dell’Abisso!). Tra le Parole Sacre del 29° grado RSAA (anch’esso gnostico-templare, come il 30°), troviamo «Ardarel» o «Ardael», che vuol dire «Angelo del Fuoco e della Luce» e «Moth», ossia «Angelo della Morte»… . Come intendono queste parole i Massoni? Angeli o simboli di qualcosa? Non importa, perché «Lucifero» può esser interpretato come essere personale o simbolo di Luce e Libertà… Al 30° grado (dopo l’abbattimento delle colonne del Tempio), si vede la figura del «Serpente Gnostico», simbolo dell’Evoluzione cosmica verso la Luce, sotto la guida della Massoneria RSAA . Il serpente gnostico può rappresentare l’Energia o Logos, attraverso cui l’Assoluto si manifesta nel mondo… .
A questo punto, non ritengo inverosimile che i Cavalieri Kadosch (sprezzanti dei dogmi ecclesiastici) possano giungere a procurarsi Ostie consacrate (forse attraverso qualche donna massona assai “pia” e “devota”?) … Nel rituale del 30° grado, il massone abbatte le due colonne del Tempio, simbolo degli insegnamenti dogmatici… L’abbattimento delle colonne ribadisce ai Massoni il frequente insegnamento del RSAA, ossia «la massima liberalizzazione, menta-le e spirituale dell’uomo». Al massone è detto (al 30° grado) che il GADU (Grande Architetto dell’Universo= «Energia», «Logos»…) non può esser racchiuso in alcun Tempio… . Dunque – dal punto di vista massonico –, come può il GADU essere racchiuso nel Tempio cattolico, nel Dogma cattolico (inclusi i dogmi dell’Incarnazione e dell’Eucaristia)? Ci sono tutti gli elementi illuministici-gnostici-esoterici per suggerire ai massoni del 30° grado il disprezzo verso il dogma eucaristico (e verso l’ostia consacrata?) che rientrerebbe in un certo senso nel simbolismo delle colonne del Tempio che pretenderebbero di racchiudere il GADU… Per i Massoni è necessario abbattere quelle colonne per giungere alla propria completa liberazione mentale e spirituale. Non so quanti massoni se ne rendono conto, ma tali sono le logiche conseguenze delle dottrine contenute nei loro rituali del 30° grado.
Inoltre, non mi sorprende che i Cavalieri Kadosch (impregnati dello spirito di Lucifero) possano giungere a combattere ed eli-minare moralmente (anche fisicamente?) i loro avversari… Si tenga ben presente che i gradi del RSAA (es. al 4°-9°-30°-33°), attra-verso un gioco contraddittorio di rituali, leggende, simboli (pugnali rivolti e branditi verso l’alto, teste mozze di nemici, sangue, spade, scheletri, teschi…) insegnano oggettivamente la filosofia della vendetta, dell’omicidio , e della guerra a oltranza contro i nemici dei principi massonici (illuminismo, anticlericalismo, esoterismo magia, luciferismo…), princìpi che trovano nella Chiesa Romana il principale nemico!
Nel Tempio del Supremo Consiglio del 33° grado RSAA (Palazzo Giustiniani) vi è il simbolo della Fenice rinascente dalle fiamme, «Emblema della Immortalità della Luce Massonica» (così dice il Rituale italiano del 33° grado RSAA)… Eugenio Bonvicini (GOI e 33° grado RSAA) spiega che quella Fenice è assimilata al Fuoco alimentato dallo «Zolfo Rosso dei Saggi», che rappresenta la «Realizzazione Individuale». La Fenice rinascente dal Fuoco e nel Fuoco rappresenta l’Iniziato (il massone del 33° grado) che vive il processo continuo di «morte iniziatica» già cominciato nel Gabinetto di Riflessione in 1° grado di Apprendista (simbolica «discesa a-gli inferi»). Per illustrare il simbolismo ermetistico-alchemico contenuto nel RSAA, Bonvicini 33° si avvale degli studi del massone Oswald Wirth 33° (GLDF), in particolare de Il simbolismo ermeti-co . Wirth spiega che lo Zolfo rappresenta il «Fuoco realizzatore» o «ardore vitale» che è in ogni essere, «il principio costruttore», dunque il GADU di cui il massone è emanazione… Lo Zolfo è rappresentato dall’Imperatore dei Tarocchi (Arcano Maggiore N° IV) . 

Nella sua opera sui Tarocchi, Wirth spiega che il Fuoco interiore vitale o Zolfo Rosso dei Saggi, corrisponde all’Arcano Maggiore N° 4 dei Tarocchi, ossia l’Imperatore che è «il sovrano tenebroso degli inferi», «il Principe di questo Mondo» a cui corrisponde – pa-role di Wirth – «il Grande Architetto dei massoni» . Wirth chiaramente afferma che «il Principe di questo Mondo» è il «Diavolo» che figura esplicitamente come carta N° 15 degli Arcani Maggiori dei Tarocchi . Interessante notare che sul website del RSAA di Palazzo Giustiniani (www.ritoscozzese.it) vi è la foto dell’attuale (novembre 2006) Sovrano Gran Commendatore, Corrado Balacco Gabrieli 33° (e membro del GOI) che indossa una veste rituale co-loro rosso… lo Zolfo Rosso dei Saggi… il colore rosso che predo-mina nell’abito dell’Imperatore dei Tarocchi… .
Altri studi di alchimia sottolineano che il Drago che si mangia la coda (Ouroboros) è il simbolo dell’Assoluto auto-creantesi ed auto-divorantesi, simbolo dell’Unità degli opposti e della Materia Prima alchemica. Nell’Ouroboros vi è lo Zolfo Rosso e tale Zolfo è asso-ciato anche al «diavolo» e per gli alchimisti esso ha una «funzione illuminatrice», dunque è un «Lucifer»… .
L’Ouroboros è raffigurato sulla bandiera viola del Sovrano Gran Commendatore del Supreme Council 33° di Washington .
Il colore rosso, nella simbologia del RSAA, rappresenta il «Logos, principio eracliteo di distruzione e creazione», «Fuoco eterno che dà morte e vita; fuoco distruttore ma anche animatore, che ricorda la fenice, l’uccello che esce dalle fiamme per ricominciare una nuova vita». I Massoni sanno che il Fuoco e il colore rosso sono anche simbolo di «sangue», «morte», «zolfo dei saggi», «Delit-to», «tenebre»… .
Insomma, sembra proprio che il vero Massone del 33° grado, come la Fenice rinascente dalle fiamme, debba bramare di vivere-morire-rinascere incessantemente nella Luce-Fuoco del Lucifero-Zolfo Rosso dei Saggi…
Alla luce di questi elementi comprendiamo meglio il carattere magico del Rituale iniziatico del 18° grado RSAA, Principe Rosa-Croce. Nel corso dell’iniziazione, il candidato è condotto innanzi ad una croce di legno sul cui centro vi è un coperchio a forma di rosa. Il Saggissimo (Presidente del Capitolo R+C) toglie il coperchio ed inserisce un legno (la «Pramantha») nel foro cilindrico posto al centro della croce. Lo sfregamento tra la Pramantha ed il legno della croce deve accendere il fuoco nella Pramantha. Ma è prevista anche una Pramantha avente lampada rossa per simboleggiare il fuoco acceso… Quindi, il Presidente del Capitolo Rosa-Croce inneggia al «Fuoco» portato da «Prometeo» sulla terra… Fuoco chiamato con vari nomi: «Agni», «Ormuz», «Zeus», «Odi-no», «Osiris», «Jahwe»… tanti nomi che indicano il «Grande Architetto dell’Universo»… Fuoco che rappresenta «il principio di tutte le combinazioni che si verificano nella natura, l’essenza del movimento della vita e del pensiero, la Ragione…» . Il Saggissimo è dunque un portatore del Fuoco (piroforo) e della Luce (lucifero)!
In un libro de 1971, William Anceschi (massone del GOI, e del RSAA, membro della Chiesa Gnosica Italiana) afferma che «il Fuo-co», di cui si parla al 18° grado, è «il principio trasformatore e rigenera-tore che penetra tutte le cose» e «se si vuole andare più in là, si arriva all’interpretazione esoterica per cui il termine “Fuoco” corrisponde a quello di “Luce Astrale”, ben noto a tutti gli studiosi di Occultismo» .
Per illustrare l’autentico significato del Baphomet templare (immagine raffigurante un caprone), Anceschi si appoggia all’autorità di «Elifas Levi, il grande rinnovatore degli studi occultistici in Francia» , il quale spiega che il Baphomet è solo «un simbolo della Natura Naturante, come la chiamerà Giordano Bruno, altro matire della scienza» .
Se poi andiamo a leggere l’opera Storia della Magia, di Elifas Levi († 1875), scopriremo che la «Luce Astrale» è «Lucifero», ossia il «serpente edenico» (cioè il Serpente della Genesi), «chiave della magia nera», «Fiat Lux», «il grande agente magico»… .

Cosa dire poi delle cosiddette massonerie “cristiane” (ossia Corpi massonici di Alti Gradi sedicenti “cristiani”) sorte sin dalla metà del secolo XVIII e tutt’ora attive? Possiamo dire che esse costituiscono una sorta di cristianesimo gnostico o gnosticismo cristianeggiante, pregno di dottrine e prassi magiche, dunque incompatibili con la fede cristiana custodita dalla Chiesa di Roma. Offro alcuni esempi. In base a prove sufficienti, sappiamo che il RER (Rite E-cossais Rectifié), attivo nel mondo massonico regolare francese, inglese e scandinavo, contiene non solo dottrine ma anche prassi di teurgia (ossia magia che pretende di agire sul mondo divino e angelico). Il RER vuole aiutare l’adepto massone a reintegrarsi nella condizione edenica anteriore della Caduta Primordiale . Vera magia… Nel deposito esoterico del RER, c’è il desiderio e il Lavoro teurgico volto alla riconciliazione di Satana-Lucifero con Dio… dunque l’Unione degli opposti (Cristo-Satana…).
La SRIA (Societas Rosicruciana in Anglia) è una società massonica cristiana-rosacrociana riservata a MM della UGLE. La SRIA è intessuta nei suoi rituali di dottrine e prassi magiche. La Biblioteca dell’High Council della SRIA mette a disposizione dei suoi a-depti le opere di Elifas Levi, Aleister Crowley, Mme Blavatsky, Max Heindel, Dion Fortune , … i quali elogiano Lucifer, come agente magico universale, Portatore di Vera Luce, Liberatore dell’Uomo… . Nella Biblioteca dell’High Council della SRIA c’è anche il libro Fre-emasonry and Catholicism di Max Heindel il quale presenta la sua versione gnostica e rosacrociana del Cristianesimo. Heindel dichiara di rispettare il Cattolicesimo ma ne rifiuta il contenuto dogmatico. Heindel dichiara di essere massone nel suo cuore ed elogia la Massoneria. Egli afferma che l’Hiram massonico discende da Tubalcain-Caino-«Samael», «the Lucifer Spirit». «Lucifer» è il Portatore di Luce ed energia impiantata in Caino e quindi nella sua discendenza che include i Massoni !
Il Rose-Croix, o Ancient & Accepted Rite, è la versione inglese del RSAA. Il 18° grado AAR è la versione cristosofica del mito di Hiram, ossia con riferimento alla morte-resurrezione di Cristo ma in un contesto rituale gnostico-esoterico e con riferimenti simbolici all’alchimia e alla cabala ebraica . Il Cristo del Rose-Croix non è il Cristo Risorto del dogma cattolico, ma è semplicemente un modello gnostico-iniziatico per il massone. Non manca chi ha visto – a ragione – nell’iniziazione al 18° grado una sorta di liturgia neo-gnostica o neo-catara, per cui ci si chiede se il Cristo dei Rose-Croix non sia in realtà Lucifer, il Diavolo ! In tal caso, il rito iniziatico Rose-Croix, con la sua Parola Sacra «ABADDON» (il nome dell’Angelo dell’Abisso infernale, secondo Apocalisse 9,11) con il suo scenario di morte simbolica-discesa nell’Abisso-resurrezione simbolica nella Camera Rossa (rosso sangue), non sarebbe affatto un rito cristiano (nel senso cattolico-dogmatico del termine) bensì un’esaltazione blasfema e camuffata (ma non troppo) del Principe dell’Inferno. È interessante notare che anche i Massoni pseudo-cristiani del Rose-Croix o della SRIA possono giungere ad apprezzare e amare Lucifero-Serpente della Genesi. Alcuni casi emblematici: John S. M. Ward (U-GLE, SRIA, 18° grado Rose-Croix, Ordine Massonico dei Cavalieri Templari e di Malta) ha elogiato il Serpente della Genesi come benefattore dell’uomo, manifestazione necessaria di Dio… . William W. Westcott (SRIA, 30° grado Rose-Croix) era “discepolo” di Mme Bla-vatsky, collaborò alla rivista teosofica Lucifer, fondò un’ordine magico (Golden Dawn) ispirato alla Stella del Mattino ossia al «Lucifero» elo-giato da Madame Blavatsky .
Dal 1921, il Supremo Consiglio del 33° grado dell’Ancient & Accep-ted Rite (versione inglese del RSAA) per l’Inghilterra ed il Galles ha un suo proprio Capitolo (Chapter) in cui pratica il 18° grado Rose-Croix. Quel Capitolo, presieduto dallo stesso Sovrano Gran Commendatore (massima autorità dell’A&AR o RSAA), si intitola The Morning Star Chapter N° 33 (Capitolo La Stella del Mattino N° 33) . La Stella del Mattino fa parte del simbolismo massonico anglosassone. Nelle organizzazioni iniziatiche, e tra i Massoni, si sa bene che la Stella del Matti-no si chiama anche «Lucifero» .

Gli elementi qui riportati, pur non costituendo (forse) prove “dirette” di un satanismo o luciferismo massonico inteso come ado-razione cultuale rivolta esplicitamente al Diavolo/Lucifero da parte di assemblee massoniche élitarie, tuttavia, sono sufficienti per affermare la presenza di un luciferismo (o satanismo gnostico) massonico culturale iniziatico ed esoterico, che non è affatto marginale in ambiente massonico. I Maestri Massoni (anche quelli regolari, membri di Massonerie maggioritarie o tradizionali) esperti di simbolismo massonico e di teorie esoteriche, possono facilmente giungere ad apprezzare Satana e/o Lucifero inteso/i come simbolo/angelo/spirito/forza oc-ulta/manifestazione del Divino/Dio personale (ecc.) di Luce, di Conoscenza, di Bene e/o Male. Il Maestro Massone può inserire o attivare le sue simpatie gnostico-luciferiane nella ritualità massonica, a insaputa di altri massoni presenti. Inoltre, Maestri Massoni (soprattutto di Alti Gradi) convergenti in interessi gnostico-luciferini possono raggrupparsi in logge “speciali” o circoli culturali “extra-loggia” per coltivare ritualmente e speculativamente il loro Luciferismo. Tali Maestri Massoni possono pertanto identificare il Grande Architetto dell’Universo (termine massonico per indicare Dio) con Lucifero, o Satana, inteso come Dio e/o come principio morale e spirituale di “libertà” dai dogmi della Chiesa Cattolica ritenuti (nella cultura massonica) “oppressivi” della libertà di coscienza. In ogni caso, il massone “tradizionale” e “credente” non farà fatica a capire che il suo Dio (il GADU) non corrisponde affatto al Dio dei dogmi della Chiesa Cattolica.
I Maestri Massoni protesteranno che nei loro rituali non compare il nome di Satana-Lucifero, ma non è necessario che esso com-paia. Il singolo massone, può interiormente (o esotericamente) vi-vere il rituale con la sua comprensione magari diversa da quella degli altri massoni… La tolleranza religiosa della Loggia non può impedire ad un massone di considerare Lucifero quale nome sim-bolico o entità benefica di Luce, o addirittura quale nome o attributo di Dio… Interessante notare che scrittori massoni sottolineano che «Lucifer» non è il Satana-Diavolo del dogma cattolico… Questa strana difesa del nome «Lucifero» lascia sospettare che ai massoni quel nome piaccia… Si pensi all’“ossessione” massonica per il simbolismo della Luce, che “splende” soprattutto al 33° grado RSAA. Il rituale prevede che il candidato al 33° grado entri nel Tempio massonico portando una Torcia accesa (egli è perciò un Portatore di Luce ossia LUCIFER!). Il rituale precisa che tra le 11 Luci del Tempio del 33° grado, c’è un candeliere a due bracci che rappresentano il Bene e il Male che costituiscono la Creazione Immateriale. E tuttavia sono uniti in Loggia! E poi c’è un candeliere a 1 sola Luce: il rituale spiega che si tratta della Causa Prima, da cui tutto proviene… .
I tentativi massonici di difesa dalle accuse di satanismo non so-no sempre ben “architettati” e qui vale il proverbio: «il Diavolo fà le pentole ma non i coperchi». Riporto solo alcuni esempi.
Nel 1874, sulla Rivista della Massoneria Italiana (GOI), diretta da Ulisse Bacci (all’epoca 30° grado RSAA) un anonimo massone la-menta che i Massoni sono calunniati ed accusati di adorare il Diavolo . Tuttavia, a proposito del Satana elogiato dal poeta massone Giosué Carducci, l’anonimo massone scrive: «Se, come disse il poeta, Satana è il nume vindice della ragione, i Liberi Muratori, sono lieti che il saggio spirito presieda e informi le loro adunanze; […].» .
Dal 1969 al 1977 si sono svolti dialoghi tra ecclesiastici e massoni, a cui ha partecipato il noto Giordano Gamberini 33°, vescovo gnostico, Gran Maestro del GOI (1960-1969) e, fino al 1979, direttore di Rivista Massonica (GOI). Il 18 giugno a Savona, si svolse l’incontro pubblico tra don Rosario Esposito e Gamberini 33°, nel corso del quale si disse che il satanismo massonico era solo un’invenzione di Leo Taxil e che ormai i cattolici potevano entrare lecitamente in Massoneria. Ma il 25 giugno 1969, lo stesso Gam-berini 33° autorizzò la costituzione di una loggia del GOI dedita a studi esoterici, la Montesion di Roma. Negli anni successivi il MV della Loggia Montesion, Ivan Mosca 33° (morto nel novembre 2005), organizzò (col beneplacito del GOI) Seminari Esoterici in tutta Italia per Maestri Massoni del GOI. In quei seminari si evi-denziava il carattere magico dei Lavori Rituali massonici. Dunque: da una parte il GOI mostrava ad ecclesiastici ingenui (come don Rosario Esposito) il volto e le mani “pulite” sostenendo la piena compatibilità tra Loggia e Chiesa. Dall’altra parte il GOI favoriva contemporaneamente la formazione esoterica dei suoi Maestri Massoni esortandoli ad esser operatori consapevoli della Magia del Rito Massonico. In uno di quei Seminari (“Seconda Accade-mia”, Caldaro 1975), nella relazione su La Magia, è scritto che il Massone deve padroneggiare la Legge del Binario o della Polarità, ossia deve Conoscere e Amare le Forze Opposte (del Cielo e dell’Inferno), deve esser capace di praticare la «Teurgia» e la «Demonurgia» (o «Magia Nera»), per cui (è scritto nella suddetta relazione, consultabile on-line): «Per conoscere Dio, insomma, non si deve odiare Lucifero» . I testi di quei Seminari furono pubblicati nel 1977 a cura del Grande Oriente d’Italia-Palazzo Giu-stiniani e oggi (2006) si possono ancora consultare sul website della Loggia Montesion.

Forse qualcuno mi obietterà: «Non devi confondere elementi di “massoneria di frangia” con la massoneria regolare». Rispondo: la magia segna indelebilmente e intrinsecamente i rituali della Massoneria regolare e tradizionale, i quali, di fatto, invitano il massone a penetrare “di più” l’occulto… Il concetto di “ricerca”, come quello di “Luce” e “illuminazione” è uno dei leitmotiv della cultura massonica… Un sistema di Alti Gradi massonici come il RSAA non è af-fatto “marginale” o “periferico” e i suoi rituali di iniziazione presentano elementi della cultura magica. Ribadisco che la tesi di Ellic Howe & Soci sulla “massoneria di frangia” è solo “fumo negli oc-chi” per i profani… Ribadisco la mia personale convinzione che la Massoneria e le Massonerie covano dentro di sé luciferismo gnostico e magia. Del resto troviamo anche massoni che notoriamente sono regolari ed implicati nelle cosiddette “massonerie di frangia” (es. il ca-so di William W. Westcott, John Yarker, Robert Ambelain…).
La tolleranza massonica (della Massoneria “regolare” e “tradizionale”) non vieta affatto ai Massoni di dare culto (almeno interiore) a Lucifero purché lo si intenda come Dio o Principio di Luce e di Bene. Nella prima edizione italiana (1983-1986) di Morals and Dogma di Albert Pike 33°, curata da Elvio Sciubba e Ludovico Ful-ci (massoni del GOI e del 33° grado RSAA), troviamo anche note italiane al testo pikeiano, note che sono ovviamente a cura di Sciubba-Fulci. Nel commento al Terzo Grado di Maestro Massone, Pike scrive che «Pensiero e Azione sono i due principi regolativi della vita umana […]. Il vero Pensiero è quello in cui culmina la vi-ta. Tutti i pensieri saggi e sinceri suscitano nobili stimoli per attuare grandi iniziative17» . Alla nota n° 17 (curata da Sciubba-Fulci), ri-portata alla fine del capitolo pikeiano sul Terzo Grado, leggiamo: «Lettera di Giuseppe Mazzini ad Albert Pike, 22 gennaio 1870 (D. Margiotta, Ricordi di un trentatré. Parigi – Lione 1895, p. 74 no-ta)» . Quest’opera del Margiotta 33° è stata ristampata anastati-camente dalle Edizioni Brenner (Walter Brenner Editore) di Cosenza, nel 1988, anno in cui Elvio Sciubba era Sovrano del Supremo Consiglio 33° del RSAA giustinianeo. Le Edizioni Brenner stampano anche altri libri di Massoneria, scritti proprio da Massoni. Dunque Sciubba-Fulci mostrano di riconoscere a quel libro di Domenico Margiotta (ex-33°) una qual certa autorità e credibilità e sembrano proprio invitare i massoni a leggerla. In quel libro, Margiotta afferma che per i Massoni dal 30° al 33° grado RSAA, «Lucifero» è il «dio della luce» e non «il Satanasso» dei maghi neri e dei preti cattolici .
Ed è proprio in Morals and Dogma (testo fondamentale nel RSAA) che i massoni italiani del RSAA possono imparare a cono-scere (almeno qualcosa) di colui che è «il Portatore di luce o Fo-sforo, cioè il Lucifero della Leggenda» . E «la Stella del Mattino, alzandosi dall’Est» è, per i Massoni, «un emblema dell’alba della perfezione e della Luce Massonica, che sempre si avvicina» . Ancora a proposito di «Lucifero, il Portatore di Luce! […] Lucifero, il figlio del Mattino!» , Pike insegna ai massoni a non dubitare («Non ne dubitate!») che è proprio lui, «Lucifero», «è lui che porta la Luce» (ovviamente quella massonica).
Sulla rivista fondata da Elvio Sciubba 33° (1915-2001), L’Incontro delle genti, il massone Francesco Indraccolo ha elogiato il «Lucifero», non il Lucifero=diavolo sulfureo (secondo quanto insegna il dogma cattolico), ma il Lucifero «caro al poeta Carducci» (cioè il Satana del celebre inno carducciano), «il Lucifero caro ai laici e coloro che tendono a razionalizzare tutti gli stati di coscienza», «il portatore di luce», «la Stella del mattino», simbolo della massonica «ricerca della Luce» .
Nel 1999-2000 la rivista L’Incontro delle genti (come testimonia un suo foglio pubblicitario) distribuiva tra vari testi di esoterismo e massoneria anche il celebre libro di René Guénon, L’esoterismo di Dante. Discesa all’Inferno e salita al Cielo: le due tappe dantesche alludono – secondo Guénon – alle due inscindibili fasi di un unico processo alchemico: la Grande Opera. Per risalire è necessario prima scendere al centro della terra, dove si trova Lucifero… Nel pensiero esoterico, il centro è il luogo dove si conciliano tutti i contrasti e le contraddizioni… «Lucifero» è «il punto centrale» a partire dal quale comincia la successiva ascesa… Guénon spiega che il passaggio dantesco attraverso «Lucifero» non è privo di rapporti con i misteri della Camera di Mezzo (la Loggia dei Maestri Massoni), in cui si compie la morte-resurrezione simbolica del candidato… .
Alla luce di quello che ho scritto in questo studio, e a prescindere dall’autenticità della circolare di Albert Pike 33° riportata da Margiotta, credo proprio che non sia difficile per un massone del 30° o 33° grado RSAA giungere a detestare il Dio dei dogmi catto-lici (o per lo meno l’immagine di Dio rivendicata dai dogmi cattolici) e ad amare «Lucifero» inteso però quale «Dio di Luce e di Bene» (o per lo meno simbolo portatore della Luce Massonica) e non quale Diavolo del dogma cattolico. A tal proposito è curioso notare che il satanismo (Lucifero=Diavolo) è condannato anche dalla cir-colare pseudo-pikeiana riportata dal Margiotta…
Insomma la Massoneria (e le Massonerie) costituisce un ambiente misterico-tenebroso le cui difese dalle accuse di satanismo non devono essere ingenuamente accolte come “oro colato”.
A proposito dei rituali massonici, è pressoché facile conoscere le cerimonie di iniziazione (soprattutto dei primi tre gradi e, almeno in Italia, del RSAA), ma è difficile, o impossibile, conoscere i rituali dei Lavori di Loggia. Pertanto ci chiediamo: all’infuori delle cerimo-nie di iniziazione ai rispettivi gradi, cosa fanno ritualmente le Logge dei Cavalieri Kadosch (30° RSAA) e i Supremi Consigli del 33° grado RSAA? Per noi “profani” la risposta resta segreta e coperta da un velo di “tenebre”… Tuttavia, alla luce di questo mio studio, è lecito e ragionevole sospettare che tra i “Venerabili” Maestri di Loggia, i Cava-lieri Kadosch, i “33”, ecc., ci siano coloro che si riuniscono in Loggia o in circoli extra-loggia per compiere “speciali” Lavori rituali a gloria del-la Luce del Grande Architetto dell’Universo… LUCIFERO! Certo, i Massoni che onestamente – con “trasparenza” – ammettono di “apprezzare” il nome «Lucifero» sottolineano energicamente che il loro Lucifer (Stella del Mattino) non è il Diavolo… ma il simbolo benefico della ricerca e della trasmissione della Luce massoni-ca , o, addirittura, l’attributo luminoso del GADU, o il Cristo…
Tuttavia, sta di fatto che la Luce Massonica è inconciliabile con la Vera Luce che è Gesù Cristo, il Cristo del Dogma Cattolico, Ve-ra Splendente Stella del Mattino. Sta di fatto che la “luce massoni-ca” è più simile, se non identica, a quella del Diavolo («Darkness Visibile»). Insomma, aveva ragione san Massimiliano Kolbe ad annoverare i Massoni tra i «servi di Lucifero»… Ovviamente liberi di interpretare il nome di «Lucifero» e la realtà da esso indicata…

In questo lavoro userò le seguenti sigle di Ordini massonici e termini massonici.
GLDF = Grande Loge de France
GLDI= Gran Loggia d’Italia-Piazza del Gesù-Palazzo Vitelleschi
GLNF = Grande Loge Nationale Française
GLvÖ = GrossLoge von Österreich
GLRI = Gran Loggia Regolare d’Italia
GLSA= Gran Loggia Svizzera Alpina
GM = Gran Maestro (presiede una Grande Loggia o Grande Oriente)
GOB = Grande Oriente do Brasil
GOI = Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani
GODF=Grand Orient de France
MM = Maestro Massone o Maestro Muratore, o Maestro Libero Muratore.
MV = Maestro Venerabile (presiede una Loggia)
RSAA = Rito Scozzese Antico Accettato (è in tutto il mondo). Il Supremo Consi-glio Madre RSAA è in USA.
SGC =Sovrano Gran Commendatore (presidente di un Supremo Consiglio del 33° e ultimo grado RSAA)
UGLE = United Grand Lodge of England (Gran Loggia Unita d’Inghilterra)
VGLvD= Vereinigte Grosslogen von Deutschland (Grandi Logge Unite di Germania).

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s