LO SVEZZAMENTO INFANTILE

di Valdo Vaccaro

Senza gli omogeneizzati, la B12 e le vaccinazioni, il mondo finalmente cambierebbe

Quanto alla fluidità del sangue, se i poppanti venissero allattati al seno e poi svezzati con succhi di frutta fresca e pappette di frutta (la frutta è l’unico cibo al mondo a possedere la stessa formula dolce e basso-proteica del latte umano), e dunque senza traumi biochimici, e se sparissero nel contempo dalla faccia della terra le odiose vaccinazioni di grandi e piccini, nonchè le demenziali integrazioni di B12, non esisterebbe più il diabete mellito di tipo 1, e neanche quello di tipo 2, ovviamente.

Latte di mamma uguale al latte di arancia e di uva

Latte di mamma più volte al giorno nei primi 6 mesi, alternato con arricchimenti a base di succhi d’arancia o di uva.
Succo d’arancia dolce e matura di mattina, latte al seno per pranzo, succo d’uva o di kaki o di mele e pere (a seconda della stagione) nel pomeriggio, altra poppata al seno notturna, e questo garantisce salute straordinaria a ogni bambino del mondo, nei secondi sei mesi di vita.

Esempi di menù in fase di svezzamento progressivo

Se dal 12° al 15° mese si vuole fare un altro passo verso lo svezzamento, si sospende la poppata notturna e si cominciano a introdurre le banane schiacciate, il latte di mandorle fatto in casa, i datteri denocciolati e tagliati a pezzettini, i fichi freschi o secchi.
Dal 15° al 24° mese si può procedere sempre con una poppata al giorno (di mattina o a mezzogiorno), alternandola con la solita frutta a crudo e, staccato di 2 ore, con un pasto di verdure cotte in modo conservativo (esempio patate, zucca, carota, patata dolce, fagiolini), preceduto da verdura cruda (cetriolo, carota, finocchio).

Dai due anni in poi il bambino va a colmare il gap e diventa una persona sana in perfetta crescita

Dai 2 anni in poi, si può interrompere del tutto l’allattamento al seno e si può mantenere lo schema precedente, sostituendo le poppate di mamma con i primi cereali a scarso glutine (miglio, riso, integrale, grano saraceno, mais, fiocchi di avena), preceduti da verdure crude ampliate (cetrioli, carote, finocchi, pomodori, zucchine crude, insalatina, valeriana, cuori teneri del carciofo, cuori teneri del tarassaco).
Man mano che il bimbo cresce, si introducono le noci, i pinoli, le carrube, le castagne, il pop-corn, e le creme di avena coi semini pestellati di sesamo, mais, quinoa, girasole, papavero, le farine di castagne, le farine di manioca, le farine di carruba, ecc).

Coi succhi freschi di frutta, opportunamente alternati al latte materno, Shelton scoperse che i bambini crescevano più forti e più sani

Il grande Herbert Shelton (1895-1985), erede di altri grandi come Sylvester Graham (1794-1851), Russell Thacker Trall (1812-1877) e John Tilden (1851-1940), si accorse ben presto che i bambini alimentati con succhi di frutta e di vegetali freschi, in aggiunta al latte della mamma, crescevano meglio, soprattutto quando il latte materno era poco e difettoso.
Dava pertanto liberamente ai poppanti, succhi d’arancia, di limone, di pompelmo, di kiwi, di ananas, di pomodoro, di papaia, di mango, di mela, di pera, di susina, di albicocca, di pesca, di nettarina, di ciliegia, di frutti di bosco, di melone, di carota e di altro, evitando rigorosamente succhi confezionati, succhi cotti, o aggiunte di zucchero.
Nessuna sostanza diversa dal latte materno o dai succhi freschi deve mai entrare nella bocca del bambino, se vogliamo preservarlo dalle malattie.

Gli ambulatori pediatrici di domani, saranno liberati dal presente immondezzaio

Negli ambulatori pediatrici di domani, le effigi di Graham, Trall, Tilden, Shelton e Mendelsohn, saranno d’obbligo in tutto il mondo, e sparirà l’odierno immondezzaio pediatrico, fatto di corrotte tabelle FDA, pessime persino per i cani e i gatti, e di piramidi alimentari costruite su misura per portare la gente all’ospedale e al camposanto in largo anticipo sui tempi.

Una lode sperticata all’arancia, miglior frutto prodotto da Dio per l’umanità.
Certi medici andrebbero mandati in prigione, per direttissima, almeno per qualche giorno.

Il succo d’arancia, sono parole di Shelton, tratte dal suo testo The Hygienic Care of Babies (Natural Hygiene Press Inc, Tampa-Florida, 1981), è uno dei cibi più deliziosi ed attraenti che possa essere dato a un infante.
Più dolce l’arancia e più rinfrescante per il suo corpicino.
Le arance sono ricchissime di calcio e di altri sali alcalini organicati, imbattibili nel contrastare l’acidosi.
Certi medici, ignoranti più di un asino bendato, accusano le arance di fare il sangue acido.
Dovrebbero essere messi non in carcere, come hanno messo me per qualche giorno, ma ai lavori forzati.

Arancia e uva in cima alle preferenze dei poppanti

Una regolare dieta a base di succo d’arancia freschissimo permette una ritenzione di calcio e fosforo nel corpo, nonché un’assimilazione perfetta delle proteine, nonché un massimo rendimento assimilativo e metabolico generale.
Il succo d’arancia o anche il succo d’uva (di qualsiasi uva matura) possono essere dati (con o senza diluizioni in acqua distillata o leggera) anche a partire dai primi giorni in modo graduale, prima della poppata o a 3-4 ore dalla medesima.
Il succo di frutta o levulosio è pre-digerito e pronto per il rapido assorbimento.
Il miglior zucchero rimane quello dell’uva. Si può fare un ottimo succo per infanti anche con i fichi secchi, l’uvetta e i datteri messi per una notte a macerare nell’acqua distillata o leggera, e poi pressati).

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