COS’È IL MORBO DI CROHN

Sono migliaia gli italiani che soffrono di malattie infiammatorie intestinali.  Una di esse è il morbo di Crohn, descritto dal gastroenterologo statunitense Burrill Bernard Crohn (1884-1983) da cui prende il nome. Essa può colpire qualsiasi sezione del canale alimentare, dalla bocca all’ano. Solitamente, le parti più interessate sono il colon o l’ileo terminale, cioè, l’ultima porzione dell’intestino tenue.

MALATTIA CHE RIGUARDA SOPRATTUTTO I CONSUMATORI DI PROTEINE ANIMALI

Le cause della malattia sono a tutt’oggi sconosciute. È stata rilevata comunque una maggiore incidenza del morbo di Crohn in tutti quei soggetti che consumano proteine della carne e del latte, e in tutti coloro che presentano una eccessiva assimilazione di omega 6 e acidi grassi polinsaturi omega 3. Altri elementi di rischio sembrano essere il fumo e l’assunzione di contraccettivi ormonali.

DISSENTERIA CON FECI SEMILIQUIDE

Un sintomo caratteristico del morbo di Crohn è la presenza di dissenteria o diarrea, con 3-4 scariche al giorno, con feci semiliquide o acquose. In uno stadio più avanzato, possono comparire altri sintomi, legati alla localizzazione della malattia a livello anale, come la presenza di fistole ed emorroidi, che nei casi più gravi può comportare la presenza di sangue occulto nelle feci, e raramente a emorragie.

RIMEDI NATURALI ALLA DISSENTERIA

Patate non irradiate in purea. Albicocca, mirtilli, carruba, castagna, cotogna, fico d’India, gelso, melagrana, mora selvatica, nespola, noce, orzo, pera, ribes, riso, succo di ortica fresca 100 grammi suddivisi tra mattino e sera, polpa grattugiata o tritata di mela stagionale. The di malva. Carrube.

CURARE L’ALIMENTAZIONE E RIDURRE LE DISPERSIONI ENERGETICHE

Le persone affette da morbo di Crohn devono curare in modo particolare l’alimentazione in quanto si è notato che eliminare cibi che danno problemi e irritazioni consente di mantenere in remissione la malattia. Nella fase acuta, è necessario abolire la fibra e ridurre l’apporto di lattosio. Bisogna, inoltre eliminare caffè, cioccolato, fritti, insaccati, pesce e carne in genere. Si devono favorire frutta, verdura, cereali integrali, cibi biologici, patate e legumi i quali contengono fibre che non arrecano danno al malato. Opportuno anche ridurre le dispersioni caloriche e massimizzare la cattura energetica alternativa mediante esposizione solare, respirazione addominale, maggiore riposo notturno.

IL LINGUAGGIO DELLE FECI

L’osservazione diretta delle feci può rivelarsi di grande utilità nell’indirizzo diagnostico di alcune malattie, ma non è sufficiente a trarre immediate conclusioni. Alcune alterazioni nelle caratteristiche delle feci, infatti, possono essere comuni a diverse affezioni, incluse coliti, tumori, polipi benigni, emorroidi, diete scorrette e malattie funzionali. Quindi, nessun allarmismo da parte del paziente ma neanche trascurare completamente il linguaggio delle feci.

COMPOSIZIONE FECALE

Le feci sono composte per il 75% di acqua e solo per il 25% di sostanze solide. Delle sostanze solide una frazione molto variabile è costituita dai residui di cellulosa o fibre indigerite. Le fibre vegetali nelle feci, anche se non contribuiscono molto al peso, sono importanti nel determinare il volume totale e la consistenza. Essendo molto igroscopiche trattengono acqua. Una dieta povera di fibre determina la formazione di feci scarse come volume e di consistenza molto sostenuta, favorendo la stitichezza. Stitichezza che si può contrastare inserendo nel centrifugato classico di carota-sedano-ananas mezza patata cruda.

MALATTIE DI CONTORNO

Ci sono situazioni patologiche che accentuano il malassorbimento, come celiachia, insufficienza pancreatica, malattie del fegato e delle vie biliari, malattie infiammatorie intestinali definite in vari modi, come coliti, proctiti, rettocoliti, ileiti. Una dieta bilanciata con pasti piccoli e frequenti, e con l’accorgimento di evitare carboidrati e proteine in contemporanea, in linea con la dieta dissociata, aiuta il nostro organismo ad una regolare digestione, con riduzione di meteorismo e flatulenza.

LA PRESENZA DI MUCO

Il muco nelle feci non sempre è un fenomeno patologico. Esso viene prodotto dal colon e la sua funzione è quella di lubrificare le feci favorendone lo scivolamento attraverso l’ano. Il suo colore è biancastro o bianco-giallognolo e di consistenza simile alla gelatina. Un aumento della presenza di muco costituisce la spia di qualche processo morboso come la rettocolite ulcerosa, la malattia di Crohn e le coliti batteriche. In questi casi il muco si accompagna a diarrea e, spesso, a sanguinamento. Un aumento di muco lo si può trovare anche nel colon irritabile, nella celiachia, nelle allergie o intolleranze alimentari, nelle alterazioni della flora batteria intestinale a seguito di abitudini alimentari scorrette.

MENO SCHEMI FISSI E MAGGIORE DIALOGO COL PROPRIO CORPO

Continuo a predicare che non si deve marciare a schemi fissi ma che occorre semmai adeguarsi alle necessità variabili che il corpo ci detta in continuazione. A volte serve l’elasticità e l’apertura mentale per fare dei passi avanti o anche indietro dal gradino sul quale ci siamo abbarbicati. Qualche minestra di verdura, qualche purea di patate non irradiate, qualche verdura leggermente cotta, potrebbero essere di aiuto ai tuoi problemi enterici. In linea generale la frutta va assunta di mattina e nel tardo pomeriggio, mentre pranzo e cena si rispettano con un primo di verdure crude e un secondo a piacere, sempre nell’ambito delle proprie scelte qualitative.

PROCTITE IN CONTINUO AUMENTO

La proctite ulcerosa, tanto per fare un esempio, è una patologia molto comune, una forma di colite che colpisce sempre più persone. Ci sono di mezzo dilatazioni, restringimenti, adesioni e altre irregolarità intestinali. In questi casi vale il concetto di mantenere in efficienza operativa l’intero apparato gastrico, mangiando spesso, masticando bene e trovando in ogni caso un rapporto armonioso con il proprio motore e col carburante che diamo al medesimo. Se serve il ricorso al riposo fisiologico chiamato mini-digiuno, o semplicemente il ricorso a un semidigiuno a base di frutta, per innestare poi una ripartenza ex-novo, ricorrervi senza timore e sfruttare il fattore stagionale particolarmente favorevole.

INFIAMMAZIONE DEL RETTO ED INCONTINENZA FECALE

Proctite significa incontinenza fecale, significa infiammazione del retto con sovrastimolo alla deiezione e, nelle forme più acute e gravi, con perdite anomale di sangue, di muco e di pus. L’infiammazione è, più esattamente, a carico del rivestimento rettale, per cui ci sono dolori e c’è tenesmo, ossia spasmi dolorosi dell’ano verso una fasulla defecazione che spesso non arriva. I sintomi consistono in dolori ano-rettali alla parte sinistra del basso ventre, in sensazioni di pienezza rettale e di stitichezza alternata a dissenteria. Lo stato infiammatorio può essere di origini alimentare (con agenti batterici opportunisti tipo Salmonella, Shigella e Campylobacter), di tipo sessuale (Gonorrea, Clamidia, Herpes, Sifilide), di tipo intestinale (colite, Crohn). In pratica esiste un meccanismo perverso che trasforma i cibi ingeriti, anche quelli buoni, in altrettanti veleni.

IL RICORSO AL SUCCO DI CAROTA

Resta comunque il fatto che il ripristino della funzionalità digestiva-assimilativa-evacuativa rimane sempre lungo e complesso, non risolvibile con scorciatoie, trucchi o farmaci. C’è molta gente che per ripristinare la tanto auspicata normalità ricorre al succo di carota per settimane e mesi, tanto per fare un esempio. La carota è un regolatore sia del fegato che dell’intestino con azione depurativa e cicatrizzante anche grazie all’alto contenuto di carotenoidi.

RIMEDI NATURALI E RIMEDI DELLA NONNA

Spesso si ridicolizzano i cosiddetti rimedi della nonna. Ma nel caso di diversi disturbi addominali possono invece rivelarsi fondamentali, essendo basate spesso sul buon senso, sulla saggezza e sull’esperienza. Una spremuta con un limone ed acqua appena alzati. Questa semplice azione ha l’effetto di pulire e disinfettare tutto il tratto gastro-intestinale. Grazie ai citrati di potassio scioglie i calcoli, depura il sangue ed i tessuti, migliora la produzione energetica a livello cellulare, aiuta a depurare le articolazioni che rappresentano spesso un problema per i malati di Crohn.

POMPELMI, KUMQUAT, ZENZERO E PEPERONCINO

Essendo l’arancia tipica della stagione invernale, con la stagione calda prevale il pompelmo e il kumquat. Spremuta di pompelmo 2-3 volte la settimana. Facilita la digestione intervenendo sulle secrezioni gastriche e biliari. Drena reni e fegato ed ha un azione antinfiammatoria. Il kumquat, ossia le piccole arancette oblunghe cinesi, sono ancora più preziose per la loro buccia edule, deliziosa e carica di vitamine. Un manciata di alberelli garantiscono un bel rifornimento per tutto l’anno e non dovrebbero mai mancare nei nei terrazzi e nel giardino di casa. Da rilevare che anche lo zenzero e il peperoncino rosso piccante, usati con criterio e in aggiunta ai centrifugati, risultano preziosi contro ulcere e ulcerate,

IL SUCCO DI CAVOLO E LE CRUCIFERE

Succo di cavolo. Grazie ai vari principi attivi ed in particolare all’amminoacido L-glutammina, il succo di cavolo ha ottime proprietà cicatrizzanti sia per lo stomaco che per l’intestino ed il colon. Particolarmente indicato nelle ulcere e nelle rettocoliti. Tutte le crocifere risultano preziose per l’apparato digestivo. In particolare i cavolini di Bruxelles e i cavolfiori, da cuocersi preferibilmente al vapore. Ottimo pure il crescione, eccellente pianta acquatica.

Valdo Vaccaro
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