CIBI BUONI E CIBI CATTIVI NELL’ALIMENTAZIONE UMANA

SIAMO NOI STESSI GLI AUTORI DEI MISFATTI

Per chi crede in Madre Natura e nelle sue leggi, non esistono mostri e mostriciattoli che attentano alla nostra salute, ma siamo noi stessi, coi nostri aberranti errori di scelta negli alimenti e nei comportamenti, che ci fabbrichiamo le nostre disgrazie. Viviamo nell’era della plastica, delle alterazioni, dei conservanti, degli zuccheri industriali, degli aspartami, degli insetticidi micidiali e degli OGM Monsanto, e ci ritroviamo prede di patologie degenerative tipo cancro, diabete, artrite, cardiopatie, aterosclerosi ed infarto, oltre ad una infinità di sindromi strane e mai viste prima. A tutto questo vanno sommate le gravissime tensioni politiche, sociali, economiche e religiose dei tempi attuali.

CI SONO MEDICI E FARMACI PER OGNI PATOLOGIA

A questo punto diventiamo impazienti ed irrequieti. Ci aspettiamo risultati spettacolari ed istantanei. Ci sono in effetti i medici pronti a propinarci pillole per dormire e pillole per tenerci svegli, pillole per calmarci e pillole per energizzarci. Medici pronti persino a trapiantarci il cuore se esso dà segni di stanchezza, o i reni quando non filtrano più le troppe sporcizie assunte o prodotte al nostro interno.

CONOSCENZA ANATOMICA E ABILITÀ CHIRURGICA STANNO AI MASSIMI LIVELLI

I risultati però parlano chiaro. La medicina moderna si affanna a esaltare in continuazione le sue qualità e le sue nuove tecnologie, ma l’unica cosa che appare chiara ed evidente agli occhi di chi non è imbambolato e di chi non si fa mettere facilmente nel sacco, è il fallimento totale della medicina stessa a livello curativo e guaritivo. Dove essa si salva per il rotto della cuffia sono gli interventi di emergenza e di pronto soccorso, gli interventi ricostruttivi grazie anche all’indiscussa abilità chirurgica di cui i medici vanno giustamente fieri.

MATERIA MEDICA E BUSINESS

La gente è comunque sempre più stanca dei controlli e delle interferenze del potere statale nel campo della salute. La materia medica è diventata un grande business economico e politico, per cui nella medicina di oggi si trova di tutto fuorché una cosa basilare chiamata salute. Il soldo, il dollaro e l’euro, sono il vero nome del gioco. “Money money money. Money is the name of the game”, dicono dalle parti di New York, dove ci si intende molto di giochi in borsa e di farmaci.

IGNORATE DEL TUTTO LE CAPACITÀ AUTOGUARITIVE DEL CORPO

Da Pasteur in avanti siamo stati costretti a vivere in una società angosciata ed ipocondriaca, in un mondo fasullo ed irreale circondato da implacabili ed invisibili nemici. Tutto questo quando i microbi sono in realtà esseri amabili ed innocui, piccoli soci indispensabili che vivono in simbiosi con noi al punto che, per cento trilioni di cellule di cui siamo composti, ospitiamo la bellezza di mille trilioni di batteri, dieci volte tanto. Siamo vittime e preda della curomania medica ed omeopatica, mentre la tendenza naturale del corpo è verso la salute e l’autoriparazione, verso la remissione spontanea della malattia. Stiamo ponendo scarsa o nulla attenzione al trend inarrestabile del corpo verso la stabilità, l’armonia e il ri-bilanciamento. Stiamo dimenticando che abbiamo a disposizione un corpo intelligente e pieno di risorse, un asse ipotalamo-ipofisi-sistema immunitario inquadrabile come strumento fondamentale di Madre Natura, finalizzato a riportarci in equilibrio funzionale.

NON ESISTONO MEDICI IN GRADO DI GUARIRCI

Del resto non esiste al mondo un medico vivente capace di curare i nostri problemi. Può sistemare le nostre ossa, può operarci, può iniettarci sostanze chimiche, ma mai guarirci. Soltanto attraverso il nostro duro lavoro, il nostro studio, la disciplina, la profonda fiducia nelle nostre forze interiori, possiamo raddrizzare la situazione e riportare il nostro organismo al giusto equilibrio. Il solo al mondo capace di fare tutto questo è il nostro medico interno posto a salvaguardia di noi medesimi, usando processi naturali e seguendo le regole immutabili tracciate dalla natura.

FORZA MENTALE E CURE NATURALI

Attraverso processi naturali, dieta appropriata, riposo adeguato, esercizio regolare, supporto di erbe, frutta e vegetali, buona e positiva attitudine mentale, impegno delle forze interiori per ridurre inquietudine e stress, si ottengono i migliori risultati. Se qualcosa va storto col linfatico, tutto il corpo viene coinvolto. Se qualcosa non funziona a livello del sangue, l’intero organismo ne risente pesantemente. Se c’è della irritazione nel nostro intestino, non esiste parte di noi che non rimanga condizionata. Se soffriamo di nausea e di vomito, corriamo il rischio di stramazzare al suolo.

IMPORTANZA DEL FATTORE EXTRA-ALIMENTARE

Lo stress mentale, le pressioni finanziarie, le pesanti interferenze del potere pubblico, le persecuzioni delle tasse, le insidie e le brutture del terrorismo, sono tutti ingredienti che minano la nostra salute e il nostro equilibrio, al punto che, pur alimentandoci in modo virtuoso, non riusciamo a trovare il bandolo della matassa. È per questo che dobbiamo considerare il corpo come un assieme integrale e indivisibile, e non come assemblaggio di parti. Il Vivi secondo Natura e il Mens sana in corpore sano di Marco Aurelio e dei nostri maestri di Roma Antica la dicono lunga.

FARMACI, INTEGRATORI SINTETICI, ADDITIVI E PESTICIDI

Dobbiamo andare ai dettagli e ai fondamenti. Gli effetti micidiali di additivi e conservanti, di pesticidi ed erbicidi, di diete precarie e malamente integrate con sostanze di sintesi, sono troppo evidenti. La tolleranza verso i veleni è un lusso che non ci possiamo concedere. Dobbiamo eliminare i prodotti raffinati, le farine bianche, gli zuccheri commerciali, ma anche i dolciumi che li nascondono al proprio interno.

OGNI SOSTANZA VIENE CATALOGATA DAL CORPO COME ALIMENTO ASSIMILABILE O COME TOSSINA DA ESPELLERE

Ogni cosa che il corpo non riesce a usare e metabolizzare in modo economico e disinvolto è per esso una tossina. Quando queste sostanze proibite vengono immesse nell’organismo, il corpo entra in subbuglio ed agitazione, e lotta strenuamente per espellerle. Sopravviene infatti uno squilibrio chimico causato da questi veleni. I villi intestinali raccolgono il materiale tossico e lo scaricano nel colon, nei reni, nel fegato, nei polmoni, nella pelle, nel sangue e nel linfatico. Ma lo scarico veleni non è per niente un processo agevole. Tant’è che alla fine il materiale incompatibile ed estraneo finisce depositato nei tessuti adiposi del corpo, in attesa di essere scrostato ed espulso progressivamente durante le nostre fasi disintossicanti notturne. Ci vogliono anni di comportamenti infami ed autolesionisti, di continui attentati a noi medesimi, per mettere fuori uso una macchina perfetta e funzionale come quella che ci ospita. Chiaro che il ripristino dell’equilibrio non può sempre avvenire nel giro di pochi giorni.

DIETA SEMPLICE E SOBRIA PER UNA SALUTE VIBRANTE

Chi opera per decenni in modo trasparente nel campo della nutrizione, o anche chi prende cura di se stesso e sa dialogare coi suoi sensori, sa troppo bene che la risposta vera alla buona nutrizione sta nella semplicità della dieta, nel sistema sobrio realizzato e propugnato al mondo intero dal nostro grande Luigi Alvise Cornaro. Più complessi, elaborati e mescolati sono i nostri cibi, più grande la loro varietà nel corso del medesimo pasto, più abbondante la loro quantità, più salati-zuccherati-cotti-aromatizzati essi sono, e più problemi di digestione saremo costretti ad affrontare.

SINTESI, COTTURE, DISTRUZIONI VITAMINICHE E ALTERAZIONI MINERALI

Tutte le malattie sono causate da deficienze vitaminiche, da insufficienze enzimatiche e minerali non compensabili in alcun modo dalle integrazioni innaturali. Siamo stati condizionati a credere che servono tanti cibi proteici e ben cotti per far fronte alle nostre esigenze caloriche. Gli enzimi se ne vanno già a 60°C. Le vitamine si distruggono a 70-90°C, mentre i minerali si disorganicano e si cristallizzano a 95°C, perdendo le loro preziose caratteristiche colloidali acquisite grazie alla funzione clorofilliana.

CIBI ALTO-PROTEICI DA SEMPRE SOTTO ACCUSA

I tremendi quantitativi proteici raccomandati in passato dalla FDA, Food and Drug Administration, (350 grammi al giorno) e da nutrizionisti tipo Adele Davis (240g), o tipo Barry Sears, quello della dieta a zona e delle idiozie eicosanoidiche, sono stati un autentico disastro. Milioni di persone ammalate e stracariche di ineliminabili sottoprodotti del metabolismo proteico, tipo ammoniaca, creatinina e simili. I cibi alto-proteici, a suo tempo condannati da Pitagora, rimangono più che mai condannabili 3000 anni dopo. Parliamo di carni, pesce, pollame, uova, formaggi. L’uomo non è semplicemente adatto ad una dieta alto-proteica! Noci, semi e legumi, classificati come proteine vegetali, sono cibi validi ma senza esagerare nelle quantità.

AMIDACEI NATURALI E VERDURE A FOGLIA VERDE

Quanto agli amidacei vegetali, tipo patate, patate dolci, zucche, carote, rape, topinambur, castagne, verze, cavolfiori, sono ottimi se cotti senza sbucciare e in modo non esagerato, e meglio ancora al vapore. I vegetali a foglia verde rimangono di importanza preponderante, sia come produttori di energia e di vitalità che per ricchezza enzimatica, per digeribilità, e per ripristino della corretta chimica interna. Pure la frutta condivide tutte le citate qualità, grazie alla ricchezza di acqua biologica, di succo zuccherino, di enzimi e di equilibrata presenza mineral-vitaminica.

LA BANALE RINCORSA ALLA B12

Molti nutrizionisti sostengono che la B12 è disponibile soltanto nella carne e nelle proteine animali. In realtà, la B12 è stata intelligentemente distribuita da Madre Natura in tutte le risorse naturali dotate del gruppo vitaminico B. Funghi, banane, olive, uva, datteri, semi di girasole, ginseng, prugne, prezzemolo, crescione, agretti, albicocche, alghe, mirtilli, soia, germe di grano, sono ottime fonti di vitamina B12. Le verdure verdi sono basse in B12, ma non sprovviste, per cui il loro regolare consumo mantiene questa vitamina ai giusti livelli. Senza contare che un intestino funzionante è già in grado di fabbricare da sé la propria B12. Per non dire infine che il problema è stato gonfiato a dismisura da chi aveva interesse a farlo, usando una singola vitamina come bandiera ed apripista per una vasta serie di integratori mineral-vitaminici di sintesi. In altre parole tutte le vitamine hanno la loro importanza e questa B12-mania non ha alcuna ragione di esistere.

SALE INORGANICO E ZUCCHERI RAFFINATI, SOSTANZE DEVASTANTI

L’assunzione di sale inorganico e di zuccheri porta a ipertensione. Assumere zucchero conduce a gas e areofagia intestinale. Inoltre abbassa l’acidità dello stomaco, causa di basso assorbimento di calcio. Lo zucchero raffinato porta anche a deficienza di tiamina B1, con crescita accelerata di raffreddori, tonsilliti, sinusiti, tubercolosi, allergie, eczemi, febbri, asma e tumori.

L’IMPORTANZA DELL’EQUILIBRIO

La salute esiste a condizione che tutti i suoi ingredienti, e tutte le componenti e funzioni interne, siano propriamente coordinate e organizzate. La natura tende sempre a produrre un bilancio, tende sempre a riportare le cose in equilibrio.

SOSTANZE NOCIVE USATE COME CIBI

Molte sostanze usate impropriamente come cibi risultano notevolmente nocive. Dolciumi, cioccolate, farine raffinate, carni e pesci di tutti i tipi, cibi dolcificati e cibi spazzatura, hanno effetti stimolanti sul sistema cardiovascolare e sull’organismo. Succede però che dopo un periodo iniziale di stimolazione, questo build-up, questa accumulazione artificiosa, si sgonfia, causando una caduta a precipizio nelle energie corporali e negli zuccheri del sangue.

ACCUMULAZIONE TOSSICA DA DIETE BALORDE

Con le normali diete devitalizzate che la gente adotta, il corpo accumula una montagna di tossine e di veleni. Come diceva Ehret, l’organismo umano ha una impregnazione tossica ed una sporcizia interna dal livello inimmaginabile, e lo diceva un secolo fa, quando non esistevano distributori automatici di porcherie cibarie e di bevande assurde, quando i negozi di alimentari offrivano alimenti basilari soltanto, e quando i supermercati erano al di là da venire. Molte autorità anche in campo medico, riconoscono che le diete odierne adottate con troppa superficialità e disinvoltura dalla gente, sono causa di malattie degenerative. Trattasi di diete altamente stressanti che tendono a perpetuare ansietà, depressione e altri sintomi, complicando ed impedendo la naturale tendenza del corpo ad espellere le tossine accumulate. Il corpo può agire come deposito positivo di energia, caricandosi di carburante e di materiale adatto alla propria nutrizione, o può anche agire come deposito insidioso di materiale tossico che impedisce le sue funzioni vitali.

DIETA A BASSO STRESS DIGESTIVO

La dieta vegan-crudista tendenziale, è una dieta a basso stress digestivo e a basso consumo energetico. Una dieta che fornisce energia di pronto uso e deposita nel contempo energia per uso futuro. Una dieta alto-proteica è invece inevitabilmente stressante, visto che tutte le energie vengono spese nella digestione pesante e difficile, lasciando poco o niente alle operazioni funzionali di sviluppo corporale. La dieta vitale vegan-crudista tendenziale non è solo una dieta temporanea finalizzata a motivi rimediali o terapeutici. Quando uno si è rimesso in forma grazie ad essa, un ritorno alle vecchie abitudini alimentari, significherebbe ricadere nelle precarie condizioni di partenza. La dieta vitale vegan-crudista è capace di offrire salute ottimale durante l’intero arco dell’esistenza.

RICORSO A DIETA INTERMEDIA DI TIPO TRANSIZIONALE

Passare da una dieta normale ad una dieta vitale è un passo da giganti, per cui un cambiamento troppo rapido può causare problemi severi. Uno può sentirsi male, soffrire di sintomi influenzali, provare difficoltà digestive, sentirsi debole, sentirsi carico di gas, tutto per colpa delle tossine in espulsione, rilasciate nell’organismo a un ritmo più veloce di quanto il sistema sia in grado di sopportare, tollerare, accomodare. Meglio dunque intramettere un cuscinetto di sicurezza tra la vecchia dieta normale e intasante e la nuova dieta vitale. Questa dieta si chiamerà dieta transizionale.

I PASSI DA FARE IN SUCCESSIONE

Il primo passo da fare di questa dieta sarà di eliminare ogni zucchero e dolciume. Dopo una o due settimane si procede alla eliminazione delle farine bianche e del pane bianco, mantenendo qualche quota di pane integrale. Poi segue l’eliminazione dei cibi in scatola, dei cibi lavorati e confezionati. Infine l’eliminazione radicale della carne. Persino con questo approccio progressivo ci saranno crisi eliminative e sintomi da astinenza. I cibi stimolanti come carni e zuccheri, sono stati usati come copertura ad alcune deficienze nutrizionali del corpo. Con la loro sistematica rimozione l’organismo si ritrova ad implorare cibo mediante food-cravings o crisi di fame. Il corpo ha bisogno di tempo per recuperare e per apprendere l’uso di vitamine, minerali, enzimi e proteine dal cibo crudo immesso nel sistema.

FRUTTA AL MATTINO ABBINATA AL CICLO RIPULITIVO

Ottimi cibi si ottengono da una nutrizione istantanea perfetta come colazione. Succo di carote e ananas, di cardi e ananas, bietole e ananas. Anche la papaya al pari dell’ananas può essere mescolata con verdure e tuberi. In ogni caso la frutta va preferita nelle ore del mattino, in concomitanza del ciclo ripulitivo circadiano, che va dalle 4am alle 12, lasciando uno spazio per un altro pasto alle 17 per un altra merenda pomeridiana. Per chi vuole dare priorità a un rafforzamento calorico ed energetico, un cucchiaio di germe di grano e uno di miele nello yogurt di soia, o assunto in abbinamento alla banana, presi mezz’ora dopo il succo d’arancia o la fetta di melone, evita i cali psicofisici di metà mattina.

PRANZO E CENA LEGGERI E VERDURIANI

Quanto a pranzo e cena, in concomitanza col ciclo circadiano alimentare che va dalle 12 alle 20, si partirà in entrambi i casi con un primo piatto consistente in un abbondante terrina di verdure crude, tipo radicchio o valeriana o lattuga, più pomodori o carote grattugiate o cetrioli o ravanelli, oppure pomodori affettati e avocado affettato con salsa di soia e aceto, oppure cavoli e cipolla, oppure finocchi o carciofo crudo (magnifico come depurativo in contemporanea di fegato, sangue e sistema renale, grazie alla sua cinarina). Ottimi anche i germogli e ogni altro tipo di verdure, crude o anche saltate in padella. Il tutto condito con olio extravergine di alta qualità e con succo di limone nel caso del carciofo e dei finocchi.

SECONDI PIATTI A PIACERE

Il secondo piatto a quel punto sarà composto da cibo naturale a piacere ma non stracotto, tipo patate, purè, gnocchi, peperonata, cavolfiori, creme di zucca, pasta, pizza o minestra alle verdure, asparagi con solo olio per i vegani oppure con le uova ruspanti per i vegetariani. Ricordiamo che vegano è meglio di vegetariano. Ricordiamo che tofu e seitan sono meglio del formaggio. Ricordiamo che lo yogurt e il gelato alla soia sono meglio di quelli al latte di mucca, e che le frittatine si possono fare con la farina di ceci. Ognuno poi faccia la sua scelta secondo coscienza, secondo gusto, secondo le sue reali possibilità. Frutta secca, frutta da guscio, castagnaccio, semini, patate dolci, strudel di mele senza zucchero ma con uvetta.

UN NOBILE VENEZIANO DI NOME CORNARO

Non è un caso che ci sia un trio di italiani che godono di grande seguito e fama negli ambienti salutistici americani. Intendo Marco Aurelio, Leonardo da Vinci e Cornaro, accomunati da un religioso rispetto per Madre Natura. Luigi Alvise Cornaro (1464-1566), autore del primo testo igienista della storia, è famoso per essere sopravvissuto non solo ai medici che, quando era appena trentenne, gli avevano diagnosticato frettolosamente solo tre mesi di vita, ma persino ai loro figli, ai loro nipoti e ai loro pronipoti. Una delle dritte educative di Cornaro? Gratificare l’appetito e il palato è causa di malattia e di morte prematura. Il più importante piacere della vita sta nella salute e nel
buonumore, possibili solo a condizione che il cibo assunto sia naturale, sobrio, digeribile. Come dire che la prima regola della nutrizione non è il manicaretto, la lavorazione e il pasticciare dei cuochi, ma la semplicità di quanto si sta mangiando.

UN GENIO CHE IL MONDO INTERO CI INVIDIA

Leonardo ci ha insegnato a pensare, a disegnare, a dipingere e a vivere. Non ha bisogno di presentazioni, vista la sua sensibilità, la sua classe, il suo eclettismo, la sua Gioconda, ma ancor più i suoi insegnamenti spiccioli, che rimangono come testimonianza del suo modo di vedere il mondo. “Giorno verrà in cui l’uomo giudicherà l’uccisione dell’animale come orrendo delitto”, “La natura è piena di infinite ragioni che non furon mai in isperienza”.

IL CIBO VERDE TRONEGGIAVA NELLE TAVOLE DEGLI ANTICHI ROMANI

Ma perché si continua ad ammalarsi e a morire quando abbiamo la salvia nell’orto dicevano gli antichi romani, grandi estimatori di erbe aromatiche, del carciofo, cardi, cavoli, carote, che non mancavano mai nei loro orti.

IL PACCHETTO SALUTE DELLA HEALTH SCIENCE È UNA BOMBA DI BENESSERE

Il pacchetto salute che vi propongo in continuazione non è un involucro inerte e banale né tantomeno è un pacchetto di sigarette. È piuttosto materiale esplosivo di straordinaria efficacia guaritiva. Smettiamola di piagnucolare, di fare i musoni, di lamentarci e di lagnarci in negativo. Concediamoci qualche tregua rilassante. Proviamo l’enorme differenza esistente tra pensiero positivo e negativo. Proviamo a esporci al sole e sperimentare la sua forza rigenerante. Sperimentiamo l’enorme differenza che corre tra i raggi catturati in diretta e quelli ostacolati da una nuvola casuale ed interposta. La nostra pelle è fatta di cinque milioni di pori, che agiscono anche da recettori di raggi solari. Esponiamoci dunque con criterio ma senza paure, senza timori, senza creme e senza occhiali.

AMORE VERSO TUTTE LE CREATURE

Piano dunque con le norme restrittive, buone a creare inutili e ingiustificati sensi di colpa. La libertà di scelta è una gran cosa, soprattutto se sorretta da ferma volontà a rispettare il prossimo. Dobbiamo pertanto limitarci strettamente a quello, insegnare gioia di vivere. Insegnare rispetto. Insegnare amore verso la natura e verso tutte le creature. Il vero sperpero della nostra esistenza risiede nell’amore che non abbiamo saputo donare.

IPPOCRATE, SOCRATE E SENECA ERANO VEGANI

Se la gente usasse il cervello e la memoria, conoscerebbe meglio i fatti essenziali. Se sapesse che il padre della medicina Ippocrate era vegano, gli ospedali sarebbero utili solo per il pronto soccorso e le emergenze, non certo per le cure inefficaci ed invasive sul sintomo e per le pietanze mediocri ed ammalanti ivi servite. “Meno l’uomo mangia e più divino diventa”, disse un certo Socrate (470-390 AC). Se sapesse che Seneca dipinse con inconsueta ironia gli eccessi alimentari, dicendo che “I piaceri del palato si comportano come i ladroni egizi che strangolano sempre chi finisce malauguratamente nel loro abbraccio”, la gente sarebbe più selettiva.

VOLTAIRE, GRANDE MAESTRO FRANCESE

Se la gente sapesse che non solo Cornaro parlava di vita sobria, ma persino Voltaire, tre secoli più tardi, non si limitò ad invocare la chiusura di ogni macello come pre-condizione per ogni progresso mentale e spirituale umano, ma disse altre parole significative. Voltaire esortò il mondo intero ad un galateo alimentare carico di virtù. “Mangia con moderatezza quello che si allinea con la tua costituzione. Niente è utile per il corpo all’infuori di quanto esso riesce a digerire. Quale medicina procura la digestione? L’esercizio. Quale medicina produce la forza? Il sonno. Quale medicina allevia le malattie incurabili? La pazienza.”

ALTRI INSEGNAMENTI ANCORA

Un grande americano come Benjamin Franklin ammise di aver visto poche persone morire di fame, ma di averne viste milioni morire di troppo cibo. “Il genere umano, da quando è passato nelle mani dei cuochi, del cibo cotto e manipolato, salato e speziato, sta mangiando almeno il doppio di quanto la natura richiede”. Pure il mondo arabo non è avaro di buoni consigli. “Chi ha la salute ha anche la speranza e, chi ha la speranza ha praticamente tutto!” Mio nonno Markin diceva tutti i giorni il suo mantra spassoso: “Masse mièdes, masse cògos, masse prèdes, masse pissighès” (Troppi medici, troppi cuochi, troppi preti e troppi becchini).

ESAGERATO INTERESSE VERSO IL CIBO

Se la gente dedicasse tre volte più attenzione e tre volte più cura all’acqua e all’abluzione, all’aria e alla ventilazione, alla camminata giornaliera sotto la pioggia e sotto il sole, e un terzo solo del suo tempo al mangiare sofisticato e agli inutili medicinali per digerirlo, il lavoro di medici, oncologi, dentisti e psichiatri, crollerebbe in modo drammatico.

L’ASPETTO SPIRITUALE E NASCOSTO DELLE COSE

Pensare che la vita sia basata solo su quanto vediamo e tocchiamo con le dita è stupidità manifesta, ci ricorda Giordano Bruno. Il lato fisico dopotutto, non è altro che il substrato dell’aspetto spirituale. Aveva tutte le ragioni al mondo per dirlo. Ed è per questo che venne fatto fuori da Papa Clemente VIII a Piazza de’ Fiori in Roma nel Febbraio 1601. Già questo fatto dovrebbe dare al cibo che mangiamo tutti i giorni e all’aria che respiriamo in continuazione un significato magico, divino e trascendentale.

INTOSSICAZIONE ALIMENTARE E MALATTIE

CONTAGIO E INFETTIVITÀ SONO TERMINI FUORI LUOGO NELLA HEALTH SCIENCE
Molte malattie non sono infettive, scrive Peter Duesberg, nel suo bestseller mondiale Aids: il virus inventato (Baldini & Castoldi in lingua italiana). Duesberg è uno scienziato trasparente e straordinario, nonché docente alla California University, ma rimane sempre un virologo, per cui gli concediamo un margine di tolleranza nell’addossare ai virus qualche sorta di responsabilità infettiva. Da ricercatore e filosofo igienista, da rappresentante della salute, parole come infettività e contagio non entrano nel mio vocabolario. Chi vuole approfondire troverà pane per i suoi denti nel mio blog. Basta digitare sul motore di ricerca parole come virus, batteri, vaccini, contagio, Aids e simili, per trovare tesine tipo “la farsa del contagio batterico virale”, e tante altre.
LE MALATTIE SONO DI TIPO TOSSICO E NON INFETTIVO
Noi oggi sappiamo con certezza che la maggior parte delle malattie a catalogo è di tipo tossico e non infettivo. Eppure per tutto il XIX e il XX secolo appena trascorsi, molti microbi, in forza delle storture pasteuriane, sono stati incolpati di averle provocate. Nel 1840 Jakob Henle, docente all’Università di Göttingen, formulò pubblicamente l’ipotesi che le malattie infettive potevano essere conseguenza di qualche organismo invisibile che si trasmetteva da persona a persona. Ma, per provare che questo contagio provocava la malattia, si sarebbe dovuto isolare il microbo e farlo crescere al di fuori del corpo umano. Tre anni dopo, all’Università di Praga, un altro ricercatore di nome Edwin Klebs, sostenne che non solo il microbo andava coltivato fuori dal corpo, ma che avrebbe anche dovuto produrre lo stesso tipo di malattia, quando fosse stato iniettato in un altro organismo, umano o animale. A questo punto entrò in azione Robert Koch, che inventò un sistema per coltivare i batteri nel liquido lacrimale del bestiame macellato. Inoculando queste colture batteriche nei topi, anch’essi si ammalavano man mano che tali microrganismi invadevano il loro corpo. Koch fu il primo scienziato a soddisfare i Requisisti di Klebs.
LA STORIA DELLO SCORBUTO
La paura del contagio, precede le scoperte di Koch sui batteri. Verso la metà del XVI secolo, un secolo prima che Antony Van Leeuwemhoek scoprisse i microbi con il suo microscopio casalingo, lo scorbuto fu descritto correttamente dal dr Ronsseus, sostenitore dell’ipotesi alimentare come causa di malattia. Ma il suo contemporaneo Echthius osservò focolai di scorbuto fra i monaci di un singolo monastero tedesco, e dedusse che si trattava di malattia contagiosa.
UNA PAURA CHE AVVOLSE L’UMANITÀ PER SECOLI
Questa opinione e questo terrore prevalse molto a lungo. Sir Richard Hawkings, ammiraglio inglese, ebbe parecchi casi di scorbuto fra i suoi marinai durante un lungo viaggio del 1593. Raggiunta la costa del Brasile scoprì che mangiando arance e limoni, i suoi marinai guarivano. James Lind, medico di bordo inglese, si accorse pure lui dell’efficacia degli agrumi in funzione antiscorbutica, e lo espresse in un suo libro nel 1753. Ma le sue conclusioni furono energicamente respinte dalla classe medica inglese che aspettò altri quarant’anni prima di riconoscerne la validità. James Cook scoperse per conto suo, durante un viaggio del 1769, che verdure fresche e agrumi servivano a vincere lo scorbuto.
OSSESSIONE PER LA CACCIA AL MICROBO
L’ossessione per la caccia al microbo distraeva gli scienziati dalle ricerche sulla vitamina C, e finì per favorire ulteriori epidemie di scorbuto. La sterilizzazione del latte mediante calore voluta da Pasteur, distruggeva quel po’ di vitamina C che sta nel latte, per cui c’erano centinaia di nuovi casi di scorbuto tra i bambini piccoli. Nel comunicato del 1898 sullo scorbuto infantile, l’associazione dei pediatri emise un comunicato dove si concludeva che la causa di epidemia non era la bollitura del latte ma un avvelenamento da ptomaina, sostanza cadaverica, prodotta sempre dai batteri. I ricercatori semplicemente non riuscivano a staccarsi dalle teorie batteriologiche. L’influenza della batteriologia era così forte che molte malattie dovute a deficit nutritivi o endocrini, furono ritenute batterio-tossiemie fino al 1910. In mancanza di prove concrete di presenza di un microrganismo infettivo, venivano tirate in ballo immaginarie tossine elaborate da batteri sconosciuti.
LA SCOPERTA DEL BERI-BERI
Il primo a scoprire la causa del Beri-Beri fu Kanehiro Takaki, medico della Marina Giapponese. L’epidemia era assai diffusa tra i militari e nelle grandi città. Sperimentò diete sui marinai di diverse navi, riuscendo ad arginare l’epidemia del tutto nel 1885. Pubblicò nel 1887 le sue teorie sulla rivista inglese Lancet. Invece di essergli grata e di riconoscere che la causa del Beri-Beri stava in una cattiva nutrizione, la comunità scientifica mondiale reagì dileggiandolo!
L’ISOLAMENTO DELLA VITAMINA B1
Le segnalazioni di microbi presunti responsabili del Beri-Beri, continuavano fino al 1910 e oltre, con teorie infettive e spaventosi trattamenti a base di chinino, arsenico e stricnina. La questione Beri-Beri fu definita una volta per tutte solo con l’isolamento della vitamina B1 da parte di Robert Williams nel 1926. Il suo commento al vetriolo? A causa dell’opera di Pasteur e Koch, la batteriologia era arrivata ad essere la pietra d’angolo dell’istruzione medica. A tutti i giovani medici era stata talmente instillata l’idea che le malattie fossero causate da un’infezione, che veniva accettato come assiomatico il concetto per cui non poteva esserci un’altra causa! A questa fissazione dei medici per le infezioni, si deve la mancanza di attenzioni prestate al cibo come fattore causante del Beri-Beri.
LA PIAGA DELLA PELLAGRA, AIDS DI INIZIO SECOLO
In termini di persone colpite, la pellagra è stata la malattia da deficit vitaminico più devastante di tutte. Chiazze rossastre di pelle ruvida e desquamante, nonché manifestazioni neurologiche e demenza, dimagrimento e diarrea fino alla morte. Descritta per la prima volta nel XVIII secolo, assunse proporzioni epidemiche in Italia e nel Mediterraneo. Gli untori della pellagra non mancavano. Il tedesco Titius nel 1791 la definì infettiva. Il francese Jean Marie Hameau nel 1853 la definì trasmessa dalle pecore, e si continuò per decenni a trattarla con cure mortali come salassi, chinino e arsenico. Nel 1881 il medico italiano Majocchi, coadiuvato da Cassaroli e Ceni, isolò un batterio nel granoturco deteriorato e in diversi funghi. La caccia al microbo non si fermava. Tizzoni nel 1906 dichiarò con grande sicurezza che la pellagra era comunque una malattia batterica.
OSTRACISMO NEI RIGUARDI DEI PRESUNTI APPESTATI
Il terrore per la pellagra era tale che una diagnosi di questa malattia equivaleva a una condanna all’ostracismo. Bastava un banale eczema per gettare nel panico l’intera comunità. Le infermiere dell’ospedale di Atlanta entrarono in sciopero ad oltranza quando venne loro richiesto di occuparsi dei pellagrosi. La paura del contagio si diffuse nelle scuole e negli alberghi. Nel 1912 si creò la Commissione Thomson-McFadden per studiare la pellagra negli stati del sud. Mostrando un totale disinteresse per i legami tra dieta e malattia, la commissione accentrò gli interessi su acque sporche, batteri e funghi, e arrivò anche ad ipotizzare che la pellagra fosse stata introdotta in USA dagli immigrati italiani!
IPOTESI MICROBICA E IPOTESI TOSSICA
Tra l’ipotesi microbica e quella nutritiva, i medici propendevano sempre per la prima. Quando arrivò alla direzione del Public Health Institute Joseph Goldberger, nuovo medico militare dotato di scienza e di coraggio, riuscì a dimostrare che la pellagra guariva cambiando dieta in orfanotrofi, ospedali e prigioni. I microbiologi reagirono allarmati e indispettiti. Goldberger, sua moglie e 14 stretti collaboratori, arrivarono ad iniettarsi il sangue di diversi pellagrosi e nessuno contrasse la pellagra. Ma intanto la malattia provocava sempre più vittime. La niacina B3, vitamina carente nei pellagrosi, venne poi isolata negli anni ’30. A quel punto l’era della caccia ai batteri volse rapidamente al termine. Oggi però la caccia al microbo sta vivendo un nuovo periodo di fortuna sulla scia della ricerca virale che domina la tecnologia biomedica.
SCELTE MEDICHE ABERRANTI IN FATTO DI ALIMENTAZIONE
Diciamo pure che la medicina ha una lunga storia di sottovalutazione nei riguardi del cibo e dei suoi microelementi. Non sorprende pertanto che, a tutt’oggi, la medicina convenzionale nelle sue cure attribuisca scarsa considerazione e ridicola importanza al fattore alimentare. Quando poi si veste un po’ di nutrizionismo, essa privilegia scelte sistematicamente aberranti, raccomandando e prescrivendo diete alto-proteiche e difendendo a spada tratta proteine animali, integratori, farmaci, vaccini, assunzioni massicce di acqua e altre cose del genere.
COL SANGUE GUASTO E GRASSO NON SI VA DA NESSUNA PARTE
Andando al dunque è giusto porsi il problema su cosa ci avvelena a livello alimentare. Stabilito che senza un sangue fluido e scorrevole non si esce da nessun tunnel salutistico, piccolo o grande che sia. È fondamentale pertanto che il nostro torrente vitale sia sgrassato e depurato, e che venga fabbricato al meglio mediante digestioni virtuose, semplici e complete. Stabilito che salute significa equilibrio globale ed efficienza funzionale degli organi basilari fegato-cistifellea-pancreas-reni-vescica, nonché dei sistemi ghiandolare ed immunitario e della pelle, che non è solo una protezione esterna ma svolge importanti funzioni escretive, dobbiamo capire quali sostanze alimentari, quali carburanti, si sposano meglio con le nostre esigenze.
NON ESISTONO ENIGMI O MISTERI DELLA FEDE
I nostri sensori, le nostre esperienze, la mente, le nostre sensibilità e il nostro buon senso, non mancano di darci abbondanza di segnali e di informazioni coerenti. Non viaggiamo con le bende sugli occhi. Non siamo di fronte a dei rebus. Le indicazioni ci vengono date dai grandi maestri di ieri e di oggi. Siamo tutt’altro che abbandonati a noi medesimi e privi di guida. Basta poi che impariamo ad ascoltarci e ad usare la nostra intelligenza e la nostra bussola di navigazione.
L’INSEGNAMENTO DI PITAGORA E DI FLORENCE NIGHTINGALE
Pitagora e Leonardo ci hanno insegnato, oltre alle diete basso-proteiche, l’alimentazione etica e un  grande  rispetto per gli animali. Parmenide ci ha insegnato che la febbre è uno strumento fondamentale di salute e non una entità nemica. Erofilo ci ha insegnato a dare massima priorità alla salute. Giordano Bruno ci ha insegnato a percepire le cose nascoste che vanno al di là dell’aspetto materiale e toccabile. Ippocrate, Galileo e Marco Aurelio ci hanno insegnato l’importanza di stare vicini a Madre Natura. Luigi Alvise Cornaro ci ha insegnato l’importanza della sobrietà nell’alimentazione e nel comportamento. La Florence Nightingale, più fiorentina che londinese, ci ha insegnato a non temere microbi e contagi, ma a privilegiare la respirazione di aria pura e la pulizia interna. Padre Taddeo ci ha insegnato a contrastare il sangue guasto. Herbert Shelton ci ha insegnato a non demonizzare le malattie ma a considerarle preziosi segnali d’allarme e strumenti benefici di scarico tossine.
ELENCO DEL CIBO CHE INTOSSICA
Qual è pertanto il cibo che ci mette a terra? È preso detto. 1) Il cibo alto-proteico e alto-grasso, in quanto acidificante e peggiorativo nei riguardi del sangue. 2) Il cibo stracotto e devitalizzato. 3) Il cibo in eccesso ed il cibo mal combinato. 4) Il cibo di origine animale, soprattutto quello intriso di violenza e di sopraffazione. 5) Il cibo assunto velocemente e con insufficiente masticazione. 6) Il cibo spazzatura. 7) Il cibo intasante.
ADOTTARE UNA DIETA SOBRIA, DIGERIBILE, SOSTENIBILE E PERSONALIZZATA
L’adozione di una dieta virtuosa ci permetterà di affrontare le difficoltà della vita con profitto, con equilibrio e con serenità, visto che digerire al meglio equivale vivere al meglio. Dobbiamo necessariamente conoscere le esigenze del nostro organismo. Conoscere i cicli circadiani, le preferenze del nostro corpo, facilita il tutto. Nessuno deve prendere per buono e per oro colato quanto affermo e quanto scrivo. Ognuno deve sperimentare e verificare. Ognuno deve personalizzare. Ognuno deve provare per credere.
IL PACCHETTO SALUTE SCATURISCE NON DAL CASO MA DALLE LEGGI NATURALI E DAL BUON SENSO
Crediamo fermamente nella logica e nella legge della natura. Crediamo nella legge della causa ed effetto. Crediamo nella legge dell’autoguarigione e della remissione spontanea che scattano non appena togliamo le ancore e gli ormeggi, non appena ci liberiamo delle nostre pessime abitudini. Quanto proponiamo in fatto di pacchetto salute comportamentale e dietetico, non è solo fondamentale, fertile e produttivo, ma è anche straordinariamente semplice e sensato. Frutta e spremute in mattinata, vale a dire materiale acquoso nutriente e ripulente nel contempo, in concomitanza col ciclo ripulitivo del mattino (4am-12). Verdure crude abbondanti nel primo piatto di esordio e qualcosa di cotto ma non stracotto a piacere come secondo piatto, sia a pranzo che a cena, in concomitanza col ciclo nutritivo (12-20). Merenda di frutta alle 17. Bevande lontano dai pasti. Acqua leggera e non gassata secondo la nostra attività fisica e la nostra traspirazione. 
Camminata di un’ora al giorno. Incrementare i cibi vitali ad alta vibrazione sulla scala Simoneton. Alla larga da vaccini, farmaci e integratori. Alla larga da bibite gasate, alcoliche, dolcificate e nervine. Alla larga da zuccheri industriali e raffinati e, ovviamente, alla larga da aspartame e da altri dolcificanti innaturali.
Valdo Vaccaro
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